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ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITà

 

Quando si ha diritto

 

Spetta all'assicurato, quale ne sia l'età, a condizione che:

  • sia riconosciuto invalido dai medici dell'INPS, cioè con una capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle sue attitudini ridotta in modo permanente a causa di infermità, difetto fisico o mentale, a meno di un terzo;

  • sia iscritto all'assicurazione da almeno 5 anni;

  • possa far valere almeno 5 anni di contribuzione di qualunque tipo, anche non continuativa (pari a 260 contributi settimanali), di cui almeno 3 (pari a 156 contributi settimanali) nel quinquennio immediatamente precedente la domanda di pensione.

I requisiti devono essere concorrenti.

 

 

LA DECORRENZA

 

L'assegno di invalidità decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. L'assegno ha natura temporanea in quanto è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata, su domanda del titolare, qualora permangano le condizioni che diedero luogo alla liquidazione della prestazione stessa, tenuto conto anche dell'eventuale attività lavorativa svolta. La conferma dell'assegno ha effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia presentata nel semestre antecedente tale data, oppure dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora la stessa venga inoltrata entro i centoventi giorni successivi alla scadenza suddetta. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l'assegno di invalidità è confermato automaticamente.

 

 

QUANDO SI COMPIE L'ETà PENSIONABILE

 

Al compimento dell'età stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia, l'assegno di invalidità si trasforma, ove sussistano i requisiti di assicurazione e di contribuzione e purché l'interessato abbia cessato l'attività di lavoro dipendente, in pensione di vecchiaia. In caso contrario, viene mantenuta la corresponsione dell'assegno di invalidità.

 

 

REDDITI DA LAVORO

 

La legge di riforma del sistema pensionistico stabilisce che l'assegno di invalidità viene corrisposto in misura ridotta se il titolare percepisce redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa (vedi Pensione e Lavoro).

 

 

INTEGRAZIONE AL MINIMO

 

Se l'interessato gode di redditi bassi e l'importo dell'assegno risulta modesto, può ottenere un'integrazione corrispondente ad una cifra non superiore all'assegno sociale (lire 659.650 nel 2001) e tale da non superare l'importo del trattamento minimo (lire 738.900 nel 2001).

 

 

 Limiti di reddito annui entro cui è possibile ottenere le integrazioni 

 

ANNO

PENSIONATO SOLO

PENSIONATO CONIUGATO

1996

L. 12.480.000

L. 18.720.000

1997

L. 12.966.200

L. 19.449.300

1998

L. 13.187.200

L. 19.780.800

1999

L. 16.025.100

L. 24.037.650

2000

L. 16.749.200

L. 25.123.800

2001*

L. 17.150.900

L. 25.726.350

 

* Valore previsionale

 

 

REDDITI CONSIDERATI

 

Nel computo dei redditi vengono considerati i:

  • redditi soggetti ad IRPEF (stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da lavoro autonomo e da impresa, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.);

  • trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni.

 

REDDITI ESCLUSI

 

Sono esclusi dal computo dei redditi:

  • il reddito catastale della casa di abitazione;

  • i redditi esenti da IRPEF (pensioni ai mutilati, invalidi civili, ciechi e sordomuti; sussidi e prestazioni assistenziali corrisposti dallo Stato o da altri Enti pubblici);

  • i redditi soggetti ad imposta sostitutiva o a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (interessi su depositi bancari o postali, BOT e CCT, vincite a premi, etc.);

  • le pensioni di guerra;

  • l'importo a calcolo dell'assegno di invalidità da integrare.

L'assegno di invalidità non è cumulabile con l'eventuale rendita vitalizia in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, erogata dall'INAIL. Se però la rendita INAIL è di importo inferiore all'assegno INPS, il titolare riceve in pagamento la differenza tra le due prestazioni. Tale normativa dal 1° settembre 1995 viene anche applicata agli assegni già esistenti. La corresponsione degli assegni però non viene bloccata: essi continuano ad essere pagati agli interessati con la "cristallizzazione" dell'importo maturato dal 1° settembre e con il riassorbimento delle eccedenze sui miglioramenti futuri.

 

 

LA DOMANDA

 

La domanda per ottenere l'assegno di invalidità può essere presentata ad uno degli uffici INPS direttamente o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

 

 

DOCUMENTI UTILI

 

Sono necessari i seguenti documenti:

  • modello di domanda (IO1) disponibile presso un qualunque ufficio INPS o presso uno degli Enti di Patronato;

  • modello SS3 da richiedere a qualunque ufficio INPS e compilato dal medico dell'interessato;

  • certificati anagrafici elencati nel modello di domanda o dichiarazioni sostitutive di essi rilasciate anche presso le sedi dell'INPS.

 

IL RICORSO

 

Se la domanda di assegno ordinario di invalidità viene respinta, l'interessato può presentare ricorso al Comitato provinciale dell'INPS entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di mancata accettazione. Il ricorso, redatto in carta semplice ed indirizzato al Comitato provinciale, può essere:

  • presentato agli sportelli della sede dell'INPS che ha respinto la domanda;

  • inoltrato alla sede dell'INPS per posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;

  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Alla domanda di ricorso devono essere allegati tutti i documenti che si ritengono utili ai fini del suo accoglimento.

 

 

 

 

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