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IL CALCOLO DELLA PENSIONE

 

Per l'assicurato che ha svolto attività lavorativa in Italia e nei Paesi convenzionati o nei Paesi UE:

  • il diritto alla pensione viene accertato sommando tutti i periodi di lavoro svolto dall'interessato nei Paesi che hanno stipulato la convenzione o nei Paesi UE,

  • l'importo della pensione viene determinato da ogni Paese in proporzione ai contributi versati nel Paese stesso secondo il meccanismo del pro-rata.

 

TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI 

 

La totalizzazione è diretta ad accertamento l'esistenza del diritto alla pensione sommando i periodi contributivi italiani ed esteri, senza nessun trasferimento dei contributi dagli altri Paesi (ad eccezione della convenzione con la Svizzera che, oltre alla totalizzazione dei periodi svizzeri, prevede il loro trasferimento nell'assicurazione italiana su domanda dell'interessato).

La totalizzazione è ammessa a condizione che il lavoratore abbia un periodo minimo di contributi nel Paese che applica la convenzione. Se non c'è questo periodo minimo, i contributi vengono utilizzati dall'altro Stato.

Per i regolamenti CEE questo periodo minimo è di 52 settimane. Per gli accordi bilaterali è stabilito in modo diverso da Stato a Stato.

 

 

CALCOLO DELLA PENSIONE IN PRO-RATA

  

L'emigrato può maturare il diritto alla pensione nazionale (autonoma) senza ricorrere alla totalizzazione dei periodi assicurativi. Quando il diritto alla pensione si raggiunge con la totalizzazione dei contributi versati in Italia e negli altri Paesi, il calcolo della pensione italiana viene effettuato pro-rata, cioè determinato in proporzione ai soli contributi versati nel Paese che liquida la pensione (in questo caso l'Italia).

Ad esempio: un lavoratore ha versato in Italia 14 anni di contributi e in Germania 12 anni. Senza totalizzazione l'interessato non avrebbe diritto alla pensione di vecchiaia italiana in quanto non raggiungerebbe il requisito contributivo minimo. L'INPS liquida ugualmente la pensione perché nel complesso sono stati versati 26 anni. Ovviamente la pensione sarà calcolata solo sui 14 anni di contributi versati in Italia. La Germania liquiderà la propria pensione sui 12 anni di contribuzione tedesca.

L'importo mensile in pagamento delle pensioni in pro-rata non può essere inferiore a un quarantesimo del trattamento minimo in vigore per ogni anno di contribuzione accreditata in Italia.

 

 

TRATTAMENTO MINIMO

 

Sulle pensioni calcolate in pro-rata il trattamento minimo spetta, di norma, al pensionato che possa far valere oltre ai requisiti reddituali almeno dieci anni di contribuzione obbligatoria per attività lavorativa svolta in Italia. Per conseguire questo requisito non deve essere presa in considerazione né la contribuzione volontaria, né quella figurativa, né quella da riscatto. Fanno eccezione i contributi per malattia verificatasi durante il rapporto di lavoro e i periodi di lavoro riscattati in Italia.

Hanno diritto tuttavia a ricevere l'integrazione anche senza avere il predetto periodo di contribuzione i pensionati residenti in Italia titolari di pensione liquidata in regime CEE ovvero convenzionati con i seguenti stati: Argentina, Brasile, Repubblica di Capoverde, Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Repubblica Federale di Jugoslavia, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Tunisia, Uruguay, USA. 

Per le pensioni liquidate in pro-rata con decorrenza 1° gennaio 1996, l'integrazione al trattamento sulle pensioni liquidate in pro-rata deve essere ricalcolata ogni anno considerando le variazioni annuali delle pensioni estere. In base a  disposizioni della normativa comunitaria l'integrazione al trattamento minimo non può essere corrisposta ai titolari di pensione liquidata in regime CEE - cittadini italiani o dei paesi membri dell'Unione Europea - residenti nei paesi diversi dall'Italia.

 

 

LE TASSE SULLE PENSIONI PAGATE ALL'ESTERO

 

Le convenzioni internazionali stabiliscono che la pensione venga tassata nel Paese di residenza. Il pensionato che risiede all'estero deve chiedere la detassazione della sua pensione in Italia, utilizzando un modulo bilingue e munendosi del visto dell'autorità fiscale estera.

Alcuni Paesi, quali Svezia, Lussemburgo, Finlandia, Thailandia, Francia, Canada e Brasile, prevedono che la tassazione debba essere effettuata dal paese che paga la pensione.

 

 

 

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