Home > Terzaet@ News > Pensioni News > La pensione di anzianità - Lavoratori dipendenti

 

La pensione di anzianità 

 

Lavoratori dipendenti

 

  

Quando si ha diritto

 

 

Spetta all'assicurato il quale abbia cessato di svolgere attività da lavoro dipendente e che, in alternativa:

  • abbia compiuto 56 anni (che raggiungeranno i 57 nel 2002) e possa far valere un'anzianità contributiva pari a 35 anni, corrispondenti a 1820 contributi settimanali. Non vengono presi in considerazione i contributi figurativi per malattia e disoccupazione, ad eccezione di quelli per trattamento speciale di disoccupazione agricola e pochi altri casi. A decorrere dal 1° luglio 2001 nel calcolo dei contributi si considerano anche i contributi figurativi per trattamento speciale di disoccupazione per l'edilizia ai lavoratori licenziati;

  • possa far valere, prescindendo dall'età anagrafica, una anzianità contributiva non inferiore a 37 anni nel 2001, che gradualmente salirà a 40 anni. Nel calcolo di questa anzianità si tiene conto di tutta la contribuzione accreditata, compresa quella che, come abbiamo visto al punto precedente, non è utile per il diritto.

 

Quando si può andare in pensione

 

 

In via transitoria per il periodo 1° gennaio 1998 - 31 gennaio 2007 sono previsti limiti anagrafici e contributivi inferiori.

 

Requisiti per il diritto alla pensione anzianità nel periodo transitorio 

 

 

Anno

Età anagrafica + anzianità contributiva

Solo requisito contributivo

2000

 55 + 35 

37

2001

56 + 35

37

2002

 57 + 35

37

2003

57 + 35

37

2004

57 + 35

38

2005

57 + 35

38

2006

57 + 35

39

2007

57 + 35

39

 

 

Dall'anno 2008 in poi, il diritto alla pensione di anzianità si consegue con il requisito di 57 anni di età più 35 anni di contribuzione o, in alternativa, con il requisito della sola anzianità contributiva di 40 anni.

 

Per avere diritto alla pensione di anzianità non è più sufficiente aver maturato i requisiti utili (anagrafici e contributivi). La legge di riforma del sistema pensionistico ha, infatti, introdotto le cosiddette «finestre di uscita» fissando la decorrenza del pensionamento.

 

 

Dal 2000 in poi

 

Dal 2000 in poi le «finestre di uscita» per i lavoratori dipendenti sono:

 

Data entro cui maturano i requisiti

Decorrenza della pensione

1° trimestre dell'anno

Luglio dello stesso anno

2° trimestre dell'anno

Ottobre dello stesso anno

3° trimestre dell'anno

Gennaio dell'anno successivo

4° trimestre dell'anno

Aprile dell'anno successivo

 

 

In dettaglio vedere Tabella 1.

 

 

Il diritto alla pensione di anzianità si raggiunge quando maturano i requisiti anagrafici e contributivi previsti, che per l'anno 2001 sono di 56 anni di età e 35 anni di contribuzione ovvero 37 anni di contribuzione, a prescindere dall'età. La legge, però, ha previsto che, anche se l'assicurato raggiunge i requisiti prefissati, non può andare in pensione con le finestre di luglio e ottobre se non ha compiuto i 57 anni di età. Ciò vale anche nel caso in cui abbia maturato i 37 anni di contributi.

 

 

Eccezioni

 

Per alcune categorie di lavoratori continua ad essere applicata la vecchia normativa secondo la quale il diritto alla pensione di anzianità si raggiunge quando maturano i contributi anagrafici e contributivi indicati nella tabella seguente:

 

Anno

Età anagrafica + anzianità contributiva

Solo requisito contributivo

2000

54 + 35

37

2001

54 + 35

37

2002

55 + 35

37

2003

55 + 35

37

2004

56 + 35

38

2005

56 + 35

38

2006

57 + 35

39

2007

57 + 35

39

2008 in poi

57 + 35

40

 

 

Da gennaio 2001 possono andare in pensione se i requisiti sono raggiunti nel 2000, con 54 anni di età e 35 anni di contribuzione o, a prescindere dall'età, con 37 anni di contributi le seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti, pubblici e privati, qualificati dai contratti collettivi come operai e per i lavoratori ad essi equivalenti;

  • lavoratori dipendenti che risultino essere iscritti a forme pensionistiche obbligatorie per non meno di un anno in età compresa tra i 14 e i 19 anni a seguito di effettivo svolgimento di attività lavorativa (cosiddetti «precoci»;

  • lavoratori che siano stati collocati in mobilità ovvero in cassa integrazione straordinaria per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 3 novembre 1997;

  • lavoratori ammessi alla prosecuzione volontaria entro il 3 novembre 1997 e che conseguano il diritto alla pensione durante il periodo di prosecuzione volontaria e, comunque, alla data del 31 dicembre 1998.

Anche in questo caso il diritto alla pensione di anzianità si raggiunge quando maturano i requisiti anagrafici e contributivi previsti, che per l'anno 2001 sono di 54 anni di età e 35 anni di contribuzione ovvero 37 anni di contribuzione, a prescindere dall'età. La legge, però, ha previsto che, anche se l'assicurato raggiunge i requisiti prefissati, non può andare in pensione con le finestre di luglio e ottobre se non ha compiuto i 57 anni di età. Ciò vale anche nel caso in cui abbia maturato 37 anni di contributi.

 

In dettaglio vedere Tabella 2.

 

 

 

Mobilità

 

 

Una particolare disciplina è riservata ai lavoratori in mobilità. Sono previste due ipotesi:

 

A) Mobilità con "finestre"

  • I lavoratori collocati in mobilità per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 3 novembre 1997, compresi i dipendenti che hanno presentato domanda, per il numero di lavoratori da collocare in mobilità indicato nella domanda stessa e per i quali l'accordo è intervenuto entro il 31.3.1998, maturano il diritto alla  pensione di anzianità al raggiungimento dei 54 anni di età e 35 anni di contribuzione ovvero 37 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica (requisiti stabiliti dalla tabella B della legge 335/1995).

  • I lavoratori collocati in mobilità in seguito ad accordi collettivi intervenuti dopo il 3 novembre 1997 o dopo il 31.3.1998, maturano il diritto alla pensione di anzianità con l'uso delle «finestre normali» in base alla normativa introdotta dalla legge 449/1997.

 

B) Mobilità senza "finestre"

 

Prima dell'entrata in vigore della legge 449/1997, i lavoratori collocati in mobilità lunga o in mobilità ordinaria in data 17 agosto 1995 ovvero collocati in mobilità in base a procedure avviate precedentemente la predetta data, maturavano il diritto alla pensione di anzianità dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento del requisito contributivo di 35 anni, a prescindere dall'età anagrafica.

Continuano a maturare il diritto alla pensione di anzianità dal primo giorno successivo al raggiungimento del requisito contributivo di 35 anni, i:

  • i lavoratori collocati in mobilità lunga entro l'anno 1994;

  •  i lavoratori collocati in mobilità lunga tra il 1° gennaio 1995 e il 30 giugno 1997;

  • i lavoratori collocati in mobilità ordinaria in base a procedure avviate in data precedente il 17.08.1995 o che godevano di tali prestazioni alla predetta data.

 

Lavori usuranti

 

 

I limiti di età anagrafica previsti per conseguire il diritto alla pensione di anzianità sono ridotti fino ad un anno per i lavoratori impegnati in lavori usuranti.

 

 

La domanda

 

 

La domanda di pensione può essere presentata presso un qualsiasi ufficio INPS direttamente o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge che hanno il compito di assicurare assistenza gratuita ai lavoratori.

 

 

Documenti utili

 

 

Sono necessari i seguenti documenti:

  • modello di domanda (V01) disponibile presso gli uffici INPS o gli Enti di Patronato;

  • certificati anagrafici elencati nel modello di domanda o relative dichiarazioni sostitutive rilasciate anche presso le sedi INPS.

 

Il ricorso

 

 

Se la domanda di pensione di vecchiaia non dovesse essere accolta, l'interessato può presentare ricorso al Comitato provinciale dell'INPS entro 90 giorni dalla comunicazione.

La domanda di ricorso, redatta in carta semplice ed indirizzata al Comitato provinciale, può essere:

  • presentata agli sportelli della sede INPS che ha respinto la domanda;

  • inoltrata per posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;

  • presentata tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Alla domanda di ricorso devono essere allegati tutti i documenti che si ritengono utili ai fini del suo accoglimento.

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati