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LA PENSIONE DI INABILITà

 

Spetta all'assicurato che:

  • sia riconosciuto inabile dai medici dell'INPS, cioè affetto da infermità o difetto fisico o mentale tale da provocare una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;

  • sia iscritto all'assicurazione da almeno 5 anni;

  • possa far valere almeno 5 anni di contribuzione (pari a 260 contributi settimanali) di cui almeno 3 (pari a 156 contributi settimanali) nel quinquennio immediatamente precedente la domanda di pensione.

 

INCOMPATIBILITà

 

Tale tipo di prestazione è incompatibile (pena la revoca della pensione) con:

  • i compensi per attività di lavoro autonomo o subordinato, in Italia o all'estero, svolte successivamente alla concessione della pensione;

  • l'iscrizione negli elenchi nominativi degli operai agricoli e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni);

  • l'iscrizione negli albi professionali.

 

BONUS DI CONTRIBUTI

 

La pensione viene calcolata considerando l'anzianità contributiva esistente aumentata di un periodo pari a quello compreso tra la data di decorrenza della pensione e la data di compimento dell'età pensionabile (che nel caso specifico per i lavoratori dipendenti rimane ferma a 55 anni per le donne e 60 per gli uomini).  In ogni caso,  non potrà essere computata un'anzianità contributiva superiore ai 40 anni.

Per le pensioni di inabilità,  i cui titolari al 31.12.1995 hanno maturato un'anzianità contributiva inferiore ai 18 anni, la maggiorazione si computa con il nuovo sistema contributivo aggiungendo al montante individuale (posseduto all'atto della decorrenza della pensione) una quota di contribuzione riferita al periodo mancante al raggiungimento del 60° anno di età.

 

 

PENSIONE DI INABILITà E RENDITA INAIL

 

La pensione di inabilità non può essere pagata se l'INAIL liquida una rendita vitalizia in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale. Se la rendita INAIL è di ammontare  inferiore alla  pensione corrisposta dall'INPS, al titolare viene pagata la differenza tra le due prestazioni. 

Dal 1° settembre 1995, tale normativa viene applicata anche alle pensioni già esistenti che continuano ad essere pagate agli interessati con la "cristallizzazione" dell'importo maturato alla predetta data e con riassorbimento delle eccedenze sui futuri miglioramenti.

 

 

LA DECORRENZA

 

La pensione decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda oppure dal mese successivo a quello di cessazione dell'attività oppure dalla cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi.

 

 

LA DOMANDA

 

La domanda di pensione può essere presentata presso un qualsiasi ufficio INPS direttamente o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

 

 

DOCUMENTI UTILI

 

Sono necessari i seguenti documenti:

  • modello di domanda (Inab. 1) disponibile presso un qualsiasi ufficio INPS o uno degli Enti di Patronato;

  • modello SS3 disponibile presso un qualunque ufficio INPS  e compilato dal medico del lavoratore;

  • certificati anagrafici elencati nel modello di domanda o relative dichiarazioni sostitutive rilasciate anche presso le sedi dell'INPS.

 

 

ASSEGNO PER L'ASSISTENZA PERSONALE E CONTINUATIVA

 

Ai pensionati per inabilità, che si trovano nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o che, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un'assistenza continua, spetta, a domanda, un ulteriore assegno mensile non reversibile (denominato: Assegno mensile per l'assistenza personale). Tale assegno può essere chiesto contestualmente alla domanda di pensione di inabilità e decorre dal primo giorno successivo a quello di presentazione della domanda oppure a quello di perfezionamento dei requisiti insorti dopo tale data.

Dal 1° luglio 2000 l'importo mensile dell'assegno di assistenza è di lire 715.000.

 

 

ESCLUSIONE E INCOMPATIBILITà

 

L'assegno non spetta:

  • per i periodi di ricovero in istituti di cura o di assistenza a carico della Pubblica Amministrazione;

  • per i ricoveri in istituti di cura o di assistenza privati se la spesa è a carico della Pubblica Amministrazione.

L'assegno non è compatibile:

  • con l'assegno mensile pagato dall'INAIL agli invalidi a titolo di assistenza personale e continuativa.

 

L'assegno è ridotto:

  • per coloro che godono di una prestazione analoga corrisposta da altre forme di assicurazione obbligatoria e di assistenza sociale, in misura corrispondente all'importo della prestazione.

 

 

RICORSO

 

Se la domanda di pensione di inabilità viene respinta, l'interessato può presentare ricorso al Comitato provinciale dell'INPS entro 90 giorni dalla comunicazione. Il ricorso, redatto in carta semplice ed indirizzato al Comitato provinciale, può essere:

  • presentato agli sportelli della sede INPS che ha respinto la domanda;

  • inoltrato alla sede INPS per posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;

  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso devono essere allegati tutti i documenti che si ritengono utili ai fini del suo accoglimento.

 

 

 

 

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