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LA PENSIONE AI SUPERSTITI

 

è denominato pensione ai superstiti il trattamento pensionistico riconosciuto ai familiari del lavoratore deceduto già pensionato o, a determinate condizioni, dell'assicurato deceduto. 

In specie si distingue tra:

 

- pensione di reversibilità, spettante ai familiari superstiti del lavoratore già titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, inabilità);

 

- pensione indiretta, spettante ai familiari superstiti del lavoratore non pensionato che, al momento del decesso, gode dei vecchi requisiti di assicurazione e contribuzione per la pensione di inabilità o per la pensione di vecchiaia (cioè almeno 15 anni), oppure è assicurato e versa contributi da almeno 5 anni di cui 3 anni versati nel quinquennio immediatamente precedente la data del decesso. Per i requisiti di assicurazione e contribuzione si considerano utili anche i periodi di titolarità dell'assegno di invalidità durante i quali non si è prestata attività lavorativa.

 

 

A CHI SPETTA

 

I familiari aventi diritto alla pensione quale superstiti sono:

 

1. Il coniuge superstite anche se separato. Il coniuge separato "con addebito", cioè per colpa, ha diritto alla pensione ai superstiti solo se è titolare di assegno alimentare concesso dal Tribunale. Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di divorzio ha diritto alla pensione ai superstiti a condizione che:

  • non sia passato a nuove nozze;

  • sia titolare di assegno di divorzio;

  • l'ex coniuge abbia l'assicurazione presso l'INPS prima della sentenza di scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La legge n. 74/1987 stabilisce che il coniuge divorziato ha diritto alla pensione anche se il defunto si è risposato ed il suo nuovo coniuge è ancora in vita. In tal caso l'INPS, per corrispondere la pensione, deve attendere la sentenza del Tribunale con la quale la pensione viene ripartita tra i due interessati (coniuge ed ex coniuge) in proporzione alla durata del relativo matrimonio. La sentenza 419/99 della Corte Costituzionale ha stabilito che il Tribunale, per una equa valutazione della quota proporzionale di pensione spettante al coniuge superstite e all'ex coniuge, deve considerare oltre alla durata temporale del matrimonio anche altri importanti elementi, quali la posizione economica del coniuge divorziato e quella del coniuge superstite.

 

2. I figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge) che alla data della morte del genitore:

  • non abbiano ancora compiuto i 18 anni;

  • siano inabili e a carico del genitore, qualunque sia l'età;

  • siano studenti di scuole medie o professionali con età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore e che non prestino lavoro retribuito;

  • siano studenti universitari di età non superiore ai 26 anni e non oltre la durata del corso legale di laurea, a carico del genitore e che non prestino lavoro retribuito.

Tuttavia con sentenza 42/99, la Corte Costituzionale ha stabilito che i figli, titolari di pensione di reversibilità a carico del genitore, anche se svolgono attività lavorative precarie e saltuarie per le quali percepiscono un piccolo reddito che può migliorare momentaneamente la situazione economica, non perdono la qualifica di studente e di conseguenza continuano ad avere diritto alla quota di pensione di reversibilità.

Con sentenza n. 180/99, la Corte Costituzionale ha incluso tra i destinatari diretti ed immediati della pensione di reversibilità i nipoti minori e viventi a carico degli ascendenti. Per la vivenza a carico richiesta dalla sentenza occorrono le seguenti condizioni:

  • situazione di bisogno del superstite determinata da una condizione di non autosufficienza economica;

  • mantenimento da parte del defunto.

3. I genitori ultrasessantacinquenni o inabili che non siano titolari di pensione e che, alla data del decesso, risultino a carico del pensionato o dell'assicurato e solo in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti.

 

4. I fratelli e le sorelle, non coniugati, inabili al lavoro (anche se di età inferiore ai 18 anni) e che, alla data del decesso, risultino a carico del pensionato o dell'assicurato e solo in mancanza del coniuge, dei figli, dei 

nipoti e dei genitori.

 

 

REQUISITI DEL CARICO

 

Per conceder la pensione ai figli ed equiparati maggiorenni e studenti o inabili, l'Inps chiede il requisito del «carico» alla data del decesso del genitore. Per il «carico» sono richieste le seguenti condizioni:

  • lo stato di bisogno del figlio superstite determinato dalla sua condizione di non autosufficienza economica;

  • il mantenimento del figlio da parte del genitore o del nipote da parte del nonno.

I criteri adottati dall'Inps per valutare il requisito del «carico» sono:

  • per i figli ed equiparati maggiorenni studenti il limite di reddito è pari all'importo del trattamento minimo maggiorato del 30%: per l'anno 2001 è pari a lire 1.040.618 mensili;

  • per i figli maggiorenni inabili il limite di reddito è quello previsto per il riconoscimento del diritto alla pensione degli invalidi civili assoluti: per l'anno 2001 è pari a lire 2.00.534 mensili;

  • per i figli maggiorenni inabili, titolari dell'indennità di accompagnamento, il limite di reddito è quello previsto per gli invalidi civili totali aumentato dell'importo dell'indennità di accompagamento: per l'anno 2001 è pari a lire 2.823.864 mensili;

 

INDENNITà UNA TANTUM

 

Nel caso di morte dell'assicurato senza che siano maturati i requisiti per la pensione di reversibilità al coniuge superstite o, in mancanza, ai figli minori, studenti o inabili spetta un'indennità una tantum in proporzione all'entità dei contributi versati a favore del defunto e a condizione che nei 5 anni precedenti la data del decesso risulti versato almeno un anno di contribuzione.

L'importo dell'indennità non può essere comunque inferiore a lire 43.200 né superiore a lire 129.600.

 

 

MISURA DELLA PENSIONE

 

Le pensioni di reversibilità o indirette sono pari ad una percentuale della pensione diretta già percepita dal defunto o, se trattasi di un lavoratore non ancora pensionato, di quella che gli sarebbe spettata in caso di pensionamento diretto.

 Le percentuali, da rapportare alla retribuzione pensionabile, variano a seconda della categoria degli aventi diritto e sono:

  • 60% al coniuge;

  • 80% al coniuge e un figlio;

  • 100% al coniuge e due figli.

Se hanno diritto alla pensione solo i figli o i nipoti, le percentuali di reversibilità sono:

  • 70% a un figlio;

  • 80% a due figli; 

  • 100% a tre o più figli.

Ai nipoti spettano le stesse aliquote di reversibilità fissate per i figli.

 

Se hanno diritto alla pensione soltanto i genitori, le aliquote di reversibilità previste sono:

  • 15% ad un genitore;

  • 30% a due genitori.

Se hanno diritto alla pensione solo i fratelli o le sorelle, le percentuali di reversibilità sono:

  • 15% ad un fratello o sorella;

  • 30% a due fratelli o sorelle;

  • 45% a tre fratelli o sorelle;

  • 60% a quattro fratelli o sorelle;

  • 75% a cinque fratelli o sorelle;

  • 90% a sei fratelli o sorelle;

  • 100% a sette fratelli o sorelle.

La sentenza n. 495/93 ha stabilito che le quote spettanti ai superstiti del titolare di pensione integrata al minimo vengono calcolate sull'ammontare effettivamente corrisposto al defunto. Le quote spettanti ai superstiti di un assicurato vengono calcolate sulla pensione che sarebbe spettata al lavoratore al momento della morte, comprensiva di eventuale integrazione al trattamento minimo.

 

 

CUMULO DELLA PENSIONE CON ALTRI REDDITI

 

La legge di riforma del sistema pensionistico ha introdotto delle novità in materia di cumulo della pensione con altri redditi. Infatti, se il pensionato gode di altri redditi la pensione viene ridotta del:

  • 25% se il pensionato oltre la pensione dispone di un reddito annuo superiore a tre volte il trattamento minimo che per il 2001 è pari a £ 28.873.650;

  • 40% se il pensionato oltre la pensione dispone di un reddito annuo superiore a quattro volte il trattamento minimo che per il 2001 è pari a £ 38.498.200

  • 50% se il pensionato oltre la pensione dispone di un reddito annuo superiore a cinque volte il trattamento minimo che per il 2001 è pari a £ 48.122.750.

Sono esclusi dal computo dei redditi:

  • i trattamenti di fine rapporto e le relative anticipazioni;

  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;

  • il reddito catastale della casa di abitazione;

  • la stessa pensione di reversibilità e ogni altra pensione di reversibilità di cui l'interessato è titolare.

L'importo della pensione può essere cumulato con qualsiasi altro reddito se titolari della pensione sono i figli minori studenti o inabili.

La pensione ai superstiti non può essere corrisposta se l'INAIL liquida una rendita vitalizia in caso di morte per infortunio sul lavoro o per malattia professionale. Se la rendita liquidata dall'INAIL è di importo inferiore alla pensione corrisposta dall'INPS, il titolare ha diritto a riscuotere la differenza tra le due prestazioni. Dal 1° settembre 1995, tale normativa si applica anche alle pensioni già esistenti che continuano ad essere corrisposte con la "cristallizzazione" degli importi a tale data e con riassorbimento delle eccedenze sui futuri miglioramenti.

 

ECCEZIONE

 

Se titolari della pensione sono anche i figli minori studenti o inabili, l'importo può essere cumulato con qualsiasi reddito.

 

 

LA DECORRENZA

 

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla morte del pensionato o dell'assistito, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.

 

 

LA DOMANDA

 

La domanda di pensione può essere presentata presso un qualunque ufficio INPS direttamente o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge che hanno il compito di assistere gratuitamente i lavoratori.

 

 

DOCUMENTI UTILI

 

Sono necessari i seguenti documenti:

  • modello di domanda (S01) disponibile presso un qualunque ufficio INPS o uno degli Enti di Patronato;

  • atto notorio da cui risulti che tra i coniugi non è stata pronunciata sentenza di separazione con addebito e che il coniuge superstite non abbia contratto nuovo matrimonio;

  • il libretto di pensione del defunto, se già pensionato;

  • certificati anagrafici elencati nel modello di domanda o relative dichiarazioni sostitutive rilasciate anche presso le sedi INPS.

 

SE IL CONIUGE SI RISPOSA

 

Al coniuge superstite che contrae successivo matrimonio viene revocata la pensione di reversibilità. Contemporaneamente in suo favore viene disposta la liquidazione della cosiddetta «doppia annualità», pari a 26 volte l'ammontare spettante alla data del nuovo matrimonio. La liquidazione della doppia annualità viene anche riconosciuta nel caso in cui restino titolari della pensione i figli superstiti. Per ottenere la doppia annualità, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio deve presentare all'INPS un'apposita domanda includendo il certificato di matrimonio. Nella domanda devono essere indicati i dati anagrafici, la data del matrimonio e il numero della pensione. Devono inoltre essere restituiti il libretto di pensione e il certificato di pensione (mod. Obis/M).

I figli superstiti che percepiscono la pensione di reversibilità, insieme al genitore, hanno diritto ad un aumento della propria quota se il genitore stesso che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione. Per ottenere questo aumento, è necessario presentare presso l'INPS apposita documentazione attestante l'avvenuto matrimonio del genitore superstite.

 

 

IL RICORSO

 

Se la domanda di pensione ai superstiti viene respinta, l'interessato può presentare ricorso al Comitato provinciale dell'INPS entro 90 giorni dalla comunicazione. Il ricorso, redatto in carta semplice ed indirizzato al Comitato provinciale, può essere:

  • presentato presso gli sportelli della sede INPS che ha respinto il ricorso;

  • inoltrato alla sede INPS per posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;

  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso devono essere allegati tutti i documenti che si ritengono utili ai fini del suo accoglimento.

 

 

 

 

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