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Il Consiglio dei ministri ha approvato, il 14 settembre, il
decreto legge sulla spesa sanitaria che accoglie l'accordo tra Stato e Regioni siglato lo scorso 8 agosto. Il decreto fissa un tetto per la spesa farmaceutica, che non potrà superare il 13% della spesa sanitaria totale. L'obiettivo è quello di ridurre al minimo inefficienze ed eccessi e di riordinare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN): è previsto un risparmio di 3.550 miliardi (183
milioni di euro) dal 2002 al 2004. Dunque, meno sprechi e più poteri alle Regioni.
Le novità più rilevanti per i cittadini sono essenzialmente
che dal 1° novembre il servizio sanitario rimborserà, tra prodotti con stesso principio attivo, stessa forma farmaceutica (pillola, bustina e quant'altro), stesso dosaggio e stessa via di somministrazione, il
prezzo più basso del farmaco generico rispetto a quello della specialità equivalente. Oggi lo Stato rimborsa la differenza tra i prezzi della specialità e la media di tutti i prodotti equivalenti. Con le nuove norme la differenza verrà calcolata prendendo come riferimento il prezzo più basso dei farmaci generici. Questo significa che, mediamente, i pazienti dovranno pagare di più qualora scelgano di acquistare farmaci più costosi dei generici. In realtà, quello su cui regioni, ministeri della salute e dell'economia confidano è che le industrie, per non perdere quote di mercato, finiscano per abbassare i prezzi, allineando i propri listini sul prezzo più basso, riducendo così al minimo il raggio di azione dei nuovi ticket.
Slitta, inoltre, al 10 gennaio del 2003 la riduzione dei ticket su lastre, analisi, diagnosi e visite specialistiche (da 70 a 23 mila lire), mentre
l'abolizione totale del ticket è rinviata al 10 gennaio 2004. Sempre a partire dal prossimo novembre, saranno ridotte le multiprescrizioni. Per i pazienti cronici si potranno prescrivere
non più di tre medicinali a ricetta. Su un'unica ricetta si potranno prescrivere non più di 6 pezzi per monodose e flebo. Non si potranno comunque superare i due mesi di terapia. Fanno eccezione medicinali per terapia del dolore e antibiotici monodose.
In base al decreto, inoltre, le Regioni avranno competenze più ampie e piena
responsabilità nella spesa farmaceutica. In sostanza la Regione che sfora il budget dovrà recuperare sul piano regionale (con tasse o altre misure, ticket regionali compresi) le risorse occorrenti. Toccherà alle Regioni determinare le sanzioni più appropriate per i direttori che non raggiungano l'equilibrio economico.
Il decreto del governo prevede anche la distribuzione dei medicinali da parte delle strutture sanitarie nazionali (chi viene dimesso potrà acquistare nella farmacia dell'ospedale i farmaci per un intero ciclo terapeutico, con un risparmio del 50 per cento, poiché questo è lo sconto che effettuano gli ospedali), una
riduzione dei posti letto per i malati con patologie acute (da 4,5 a 4 ogni mille abitanti) e la messa in
mobilità del personale in esubero. Tutti gli acquisti di materiali e macchinari saranno centralizzati con ricorso alle
aste on-line. Inoltre, aziende sanitarie e ospedaliere dovranno garantire il pareggio di bilancio.
Marco Fasolino
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