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L'Istituto
superiore di sanità
ha comunicato che la scorsa estate, nel periodo che va dal
16 luglio al 15 agosto, sono morti 4175 ultrasessantacinquenni
in più
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno,
a causa prevalentemente del gran caldo, con un incremento
del 14% rispetto allo stesso periodo del 2002.
Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha presentato i
dati sui decessi di quest'estate, raccolti dall'ISS sulla
base dei morti registrati nelle anagrafi di 21 comuni
capoluogo di regione e province autonome dal 1 giugno al 15
agosto degli anni 2003 e 2002. In generale si è osservato
quest'estate un aumento di 2.222 decessi, passati dai 17.493
del 2002 ai 19.715 di quest'anno.
Nelle 21 città si è passati da 6.241 decessi tra persone
di tutte le età nel 2002 a 8.485 nel 2003, con un
incremento di 2.244 morti pari al 36%. L'incremento maggiore
(2.127 decessi, pari al 40,2%) è stato osservato tra gli
ultrasessantacinquenni e ancora di più tra gli
ultrasettantacinquenni, con 1.992 decessi in più (49,1%).
Per questi ultimi, in particolare, il numero di morti
maggiore è stato registrato nel nord ovest, con 975
decessi (81,4%), seguito dal centro (563 decessi pari al
43,8%), dal nord est (206 decessi pari al 33,8%) e infine
dal sud (248 decessi pari al 25,6%).
Tra le città dove si è verificato il maggior numero di
decessi figura in testa Torino con un raddoppio
di morti tra gli ultrasettantacinquenni (+108%) seguito da L'Aquila
(105,3%), Genova (79,4%), Perugia (75,4%), Milano
(69,3%), Bologna (54,5%) e infine Roma
(51,5%): una diminuzione, invece, si è verificata a
Campobasso (-25%), Aosta (-21,7%) e Catanzaro (-15,2%).
Dai dati nelle città dove si sono registrati maggiori
incrementi di mortalità tra gli ultrasettantacinquenni
(Torino, Genova e Milano) si è registrata una correlazione
tra le morti e le medie delle temperature massime.
(12/9/2003)
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