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di
Mohammed Alì) e, la goccia che fa traboccare il
vaso, rifiutando di partire per il Vietnam.
Passano così dieci lunghi anni, tra vita privata
e scioccanti dichiarazioni pubbliche. Quando il
mito di Alì sembra essere prossimo al tramonto,
il campione dei campioni ha la possibilità di
riconquistare il titolo. Nel 1974, in Africa,
contro George Foreman.
Alì
non è una tradizionale biografia, non scandaglia
nella personalità del personaggio, non provvede
ad approfondire epoca e contesto, non trae dalle
sue discutibili relazioni con le donne qualche
impegnativa conseguenza. Mann, infatti, non si
limita a raccontare la storia di un uomo, ma
trasforma il Campione in un visitatore
ultraterreno tra le strade della Storia.
La
qualità complessiva del film è alta, la
ricostruzione puntigliosa, la fotografia
perfetta, il livello delle interpretazioni
ottimo. Nota di merito ulteriore, la capacità
del regista di colpire al cuore con la forza di
un'inquadratura, trasmettendo le reali sensazioni
del ring grazie a quelle che si possono
considerare le migliori riprese di boxe mai
realizzate.
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