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Solo
quando lo zio sembra sul punto di morire,
riescono a convincerlo a modificare il
testamento in loro favore, finché un'improvvisa
amnesia dell'anziano sconvolge i loro piani.
Dopo
i successi televisivi, teatrali ed editoriali, I
Fichi d'India (Bruno Arena e Max Cavallari)
realizzano il loro primo film collaborando anche
alla sceneggiatura. Ma Amici Ahrarara non arriva
ad essere un film: non ne ha la struttura e non
ha la pretesa di esserlo. La storia, in cui i
due finiscono per gestire uno zio colto da
amnesia braccati da parenti ingordi alla ricerca
di un'eredità, somiglia a tantissime altre di
qualsiasi repertorio della commedia in qualsiasi
lingua.
Surreali,
spaesati e fuori dal tempo, i Fichi d'India sono
i tipici alieni in un mondo di egoisti ed
arrivisti: bravi come attori, ma serviti da una
regia spesso traballante, che non fornisce ritmo
e armonia a tutta la vicenda. |