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È
per questo che, nonostante l'ottimo rapporto con
la moglie Ellie, Porter decide di giocare le sue
carte e sfruttare a fini adulterini il
sofisticato ambiente metropolitano che ha la
fortuna di frequentare. Ma forse le scappatelle
extraconiugali non fanno per lui.
Uscito un mese fa negli Usa ma scortato
da una sfilza di gossip sulla sua realizzazione
e da una malaugurante fama preventiva, Amori
in città... e tradimenti in campagna (più
sintetico il titolo originale: Town &
country) ha avuto diversi e seri problemi di
stesura: script originale curato da tal Michael
Laughlin, semi-sconosciuto sceneggiatore di
B-movies e horror, poi epurato e ripulito dal più
quotato Buck Henry; costi abbondantemente
sforati (si parla di oltre 80 milioni di
dollari); contrasti tra regia e cast; rimandi
continui nell'uscita nelle sale.
E, in effetti,
i risultati si vedono (o meglio, non si vedono):
strutturato come una tipica slapstick comedy, il
film soffre d'un'impostazione vecchio stampo e
vi si respira un'aria un pò stantia e rancida,
vagamente retrò, a metà tra un minus-Allen e
una commedia malriuscita di Paul Mazursky. Per
di più il cast sembra un raduno di vecchie
glorie non proprio convincenti e certamente non
al loro meglio.
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