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Bandits
racconta una piccola storia, abolisce gli effetti
speciali, tranne utilizzare un consumato trucco
cinematografico per l'imprevedibile conclusione, e si
riallaccia proprio alla migliore tradizione del cinema
medio americano. La storia è ben scritta e
congeniata, perfino prevedibile per certi versi, ma
costruita su una sceneggiatura tutt'altro che banale,
che propone salti temporali, avanza e torna indietro
nel tempo, annuncia una conclusione per poi
sorprendere.
Gli interpreti Bruce Willis e Billy Bob
Thornton, nonchè un'affascinantissima Cate Blanchett,
sono stati scelti come meglio non si poteva. Originale
è soprattutto l'interpretazione di Billy Bob Thornton
e di Cate Blanchett che creano personaggi complessi e
divertenti. Il film è impeccabile anche grazie alla
suadente fotografia di Dante Spinotti, che, in omaggio
alla rossa presenza di Cate Blanchett, propone colori
intensi e caldi, e al sapiente uso della musica. La
colonna sonora del film è stracarica: da Bob Dylan
agli U2, da Bonnie Tyler e Mark Knopfler.
Con Bandits
Barry Levinson ha volutamente realizzato un prodotto
medio, che mescola avventura, poliziesco, commedia e
love story facendoci ritrovare il piacere di un
divertimento di classe, a tratti irresistibile, sia
per la comicità delle situazioni, che per la
brillantezza dei dialoghi, ricchissimi di battute
memorabili, sottilmente velenoso nella critica alla
grande sorella televisione, sempre intelligente.
Risulta così estremamente piacevole partecipare al
dipanarsi di una relazione confusa tra i tre
protagonisti che arrivano ad accettare l'ineluttabile
destino del loro rapporto a tre ed assistere alla
conclusione del film che termina su una nota
divertente e allegra che ci permette di lasciare la
sala di buon umore.
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