|
Per salvarlo, l'Ammiraglio Reigart metterà a
rischio la propria carriera, disubbidendo per la prima
volta agli ordini e inviando una missione di soccorso.
Arriva
il primo film della nuova ondata guerresca a stelle e
strisce: Behind enemy lines, centrifugato
concentrato di patriottismo oltranzista, onore,
sacrificio e critica del pacifismo tanto più
sconcertante sapendo che è stato realizzato prima
dell'11 settembre.
Mentre il regista John Moore e il
montatore Paul Martin Smith lo manipolano con riprese
mozzafiato sparate a ritmo frenetico, anche il più
mite degli spettatori si sente, poco a poco,
trasformare in "falco". Potrebbe essere
altrimenti? I serbi sono rappresentati come briganti
travestiti da soldati, massacratori d'innocenti.
Invece il giovane americano ha la faccia da ragazzo
qualsiasi, adora le rockstar, vuol bene a mamma e papà.
All'inizio del film, figurarsi, ha perfino presentato
a Reigart le sue dimissioni dalla Marina. Alla fine,
però, se le fa restituire e le getta, pronto a
ripetere la galvanizzante esperienza di guerra per
tutte le volte che sarà necessario. Molto
coinvolgente la parte iniziale, scontato il secondo
tempo. Gli appassionati del genere potranno comunque
apprezzarlo per l'interpretazione dei due protagonisti
e per il ritmo, sempre serrato.
|