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Belfagor - Il fantasma del Louvre

(di J.P. Salome con S. Marceau e Michel Serrault)

  

 

Parigi 2000. Lisa ha un piccolo negozio di antichità insieme a sua nonna Geneviève proprio davanti al Louvre. Il dipartimento di egittologia del Museo ha appena ricevuto una mummia che arriva direttamente dalla terra dei faraoni; l'inglese Glenda Spencer è incaricata di studiarla.

 

Una sera, Lisa è in cantina con Martin, un ragazzo conosciuto per caso; i due giovani scoprono un passaggio che porta direttamente ai sotterranei del Louvre. Nella semioscurità Lisa si ritrova nella sala della mummia. In un istante una forza malefica si impadronisce di lei e un misterioso fantasma da quel momento semina il panico nei corridori del Louvre.

 

Belfagor ci racconta una storia di ieri con la tecnologia d'oggi. E anche se non ci facciamo trascinare nel facile gioco del paragone con la serie televisiva che negli anni '60 ci affascinò e ci tolse il sonno, il film non si salva. Film che, per uscire in una certa data, accelerano i tempi di lavorazione senza tener conto di bazzecole quali sceneggiatura e montaggio. Ed ecco quindi una successione di scene senza capo né coda, slegate tra loro, con personaggi che appaiono e scompaiono all'improvviso e un'assoluta mancanza di coesione tra i vari reparti.

 

Sembra quasi che regista, sceneggiatore, montatore e compositore abbiano lavorato ognuno per conto proprio senza tenere conto di quello che facevano gli altri. Sophie Marceau è la mal diretta invasata di turno, affiancata da un elettricista della banlieu che sostituisce l'Andrea Bellegarde della serie tv. Ispettori, archeologi, custodi, direttori del museo sono macchiette di contorno agli svolazzamenti del fantasma vestito da mascherina del carnevale veneziano il quale porta un po' di scompiglio nottetempo.

 

Nulla di veramente magico o esoterico. Solo una mummia che rivuole il suo anello per poter riposare in pace. Per non parlare degli effetti speciali: notevoli ma non certo, ai giorni nostri, sorprendenti. Unica nota positiva: la macchina da presa ci conduce realmente nei meandri del museo piu ricco di opere d'arte del mondo, cosa che non faceva nella serie tv del 1965 (li il Louvre era ricostruito in teatro).

   

 

 

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