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La serata è un mezzo disastro, con un pubblico di
ubriachi e attaccabrighe.
Genio
e sregolatezza nel calcio sono sempre andati a
braccetto. E George Best negli anni 70 aveva
conquistato il mondo con il pallone, giocando nel
Manchester United, e lo aveva perso rapidamente a
causa della sua passione per le donne, le auto veloci,
il gioco e l'alcol.
Attento nella ricostruzione
storica e, soprattutto, in quella ben più difficile
delle scene di gioco, il film non giustifica la vita
dissoluta del personaggio, ma la guarda con l'occhio
di chi riesce inevitabilmente a perdonare qualunque
cosa all'uomo George una volta entrato in campo e
trasformatosi in The Best.
Anche se Best non
riesce a cogliere il dramma interiore del calciatore,
tra le righe si intuisce la passione, la grandezza e
la profonda umanità di un campione lasciato solo con
il suo talento e con i demoni della sua celebrità.
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