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Perché
due persone innamorate si perdono? Perché l'amore -
semplicemente - finisce? Secondo Alessandro D'Alatri,
la colpa è tutta degli altri. Un coro affettuosamente
invadente di amici e parenti che condizionano,
invidiano, consigliano e buttano i sentimenti fuori
pista.
Il regista sa mettere la macchina da presa
dentro le correnti insidiose della quotidianità,
degli affetti, delle frustrazioni e delle chiacchiere
domestiche che perdono lentamente peso specifico
mostrandoci un ritmo senza sosta, preziosismi, l'idea
che i sentimenti non si spengono ma restano sepolti e
vigili e che anche l'infelicità a due produce un
certo plus valore.
I protagonisti sono bravi. Fabio
Volo, co-conduttore televisivo de «Le iene» e autore
del libro «Esco a fare due passi», è espressivo e
schietto. Di Stefania Rocca è notevole la capacità
di invecchiare un poco, la differenza tra ragazza,
moglie e madre che le si legge sulla faccia più
opaca, il passaggio dei trent'anni che si vede nei
gesti più lenti.
Interessante il montaggio e alcuni
effetti speciali. Dopo quasi due anni di scrittura
della sceneggiatura, 210 scene girate, settecento
comparse impegnate e 54 attori professionisti,
Alessandro D'Alatri, al suo quarto film, riesce a fare
un passaggio più profondo e ad articolare meglio le
sue idee.
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