|
La
maniacale organizzazione della sua esistenza si
interrompe quando di colpo si ritrova su un'isola
deserta, tagliato fuori dal mondo e in condizioni
ambientali desolanti.
Se
la famosa metafora di Robinson Crusoe conteneva la
celebrazione dell'uomo occidentale capace in qualsiasi
contesto, isolato e selvaggio, di riprodurre la civiltą,
Tom Hunks rappresenta invece la natura umana di
animale sociale. Stressato da una societą che impone
nel lavoro e nella vita una concezione nevrotica,
l'uomo contemporaneo non ritrova se stesso a contatto
con la natura, ma solo impotenza materiale, solitudine
e paura.
Il protagonista, solo in scena,
assediato dall'oceano e dalla prigione di un atollo
che lo spinge sempre a riva, č una maschera di
angoscia e tenacia e azzecca toni commoventi
soprattutto quando parla con Wilson, il pallone da
volley ritrovato sulla spiaggia che elegge ad amico e
confidente per non impazzire.
Se
non fosse per il finale che rende troppo languida la
morale del film, Cast Away avrebbe la struttura
di quei film concepiti sulla scia di un'idea preziosa
e uno stile limpido.
L'incidente aereo č da
antologia, l'ordine, la precisione e lo humor con cui
le sequenze descrivono la rabbia, la frustrazione,
l'impotenza e l'ostinazione di chi non ha mai acceso
un fuoco, appartengono ad una regia capace di
raggiungere i massimi risultati utilizzando minimi
mezzi. Il film č ancora una volta un inno alla vita e
fa di una breve fuga non voluta uno sberleffo al tempo
che passa.
|