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Cast Away

(R. Zemeckis con T. Hunks e H. Hunt)

 

 

Chuck Noland, ingegnere esperto di sistemi informatici con una vita professionale scandita dall'orologio, ha grossi problemi nella vita privata. Gli impegni gli lasciano troppo poco tempo da dedicare a Kelly, con cui č fidanzato da molti anni. 

 

La maniacale organizzazione della sua esistenza si interrompe quando di colpo si ritrova su un'isola deserta, tagliato fuori dal mondo e in condizioni ambientali desolanti. 

 

Se la famosa metafora di Robinson Crusoe conteneva la celebrazione dell'uomo occidentale capace in qualsiasi contesto, isolato e selvaggio, di riprodurre la civiltą, Tom Hunks rappresenta invece la natura umana di animale sociale. Stressato da una societą che impone nel lavoro e nella vita una concezione nevrotica, l'uomo contemporaneo non ritrova se stesso a contatto con la natura, ma solo impotenza materiale, solitudine e paura. 

 

Il protagonista, solo in scena, assediato dall'oceano e dalla prigione di un atollo che lo spinge sempre a riva, č una maschera di angoscia e tenacia e azzecca toni commoventi soprattutto quando parla con Wilson, il pallone da volley ritrovato sulla spiaggia che elegge ad amico e confidente per non impazzire.

Se non fosse per il finale che rende troppo languida la morale del film, Cast Away avrebbe la struttura di quei film concepiti sulla scia di un'idea preziosa e uno stile limpido.

 

L'incidente aereo č da antologia, l'ordine, la precisione e lo humor con cui le sequenze descrivono la rabbia, la frustrazione, l'impotenza e l'ostinazione di chi non ha mai acceso un fuoco, appartengono ad una regia capace di raggiungere i massimi risultati utilizzando minimi mezzi. Il film č ancora una volta un inno alla vita e fa di una breve fuga non voluta uno sberleffo al tempo che passa.

  

 

 

 

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