|
A
ricordarglielo sarà Rusty, cioè lui stesso
all'età di otto anni, che gli apparirà
magicamente e lo convincerà a ritrovare lo
spirito della sua infanzia.
Faccia
a faccia è un film sconcertante, uno strano
derivato science-fiction più o meno magico. Il
regista mantiene un tocco visivo leggero, non
lascia spazio alle ambiguità, non spreca tempo
dietro le invenzioni e non tralascia il racconto
principale.
Nel film
aleggia un moralismo derivante dalla commedia
hollywoodiana anni '50, quando le famiglie
soffrivano per la collisione tra il mondo adulto
e quello infantile. La storia funziona solo ad
intermittenza perchè cerca di parlare ai
bambini con una voce adulta e non abbandona il
sentimentalismo nostalgico un pò troppo
strappalacrima.
Ne vien
fuori una pellicola che a livello espressivo
mescola, anche se con una certa allegra sobrietà,
elementi eterogenei, per cui difficilmente
etichettabile. Un aspetto questo che ne fa un
lavoro non del tutto equilibrato, anche se
alcune forzature narrative rappresentano
concessioni spettacolari.
|