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Ferite mortali

(di A. Bartkowiak con S. Seagal e T. Arnold)

 

 

Orin Boyd è un poliziotto con la mania di fare sempre di testa sua , non curandosi del regolamento. La sua esuberanza in un'azione di soccorso per il vicepresidente degli Stati Uniti lo fa trasferire presso un altro Dipartimento. 

 

Boyd sarebbe pronto a rispettare le regole se non fosse che c'è chi non lo fa e ha qualcosa di losco da nascondere. Il suo collega Montini e un'indagine riguardante un trafficante di droga scatenano i suoi istinti indagatori, e rivelano un fondo di marciume molto più grande di quanto l'onesto poliziotto possa anche solo immaginare.

 

La storia è generica, ma è anche una divertente farsa del genere action thriller. Nella prima mezz'ora il film, nonostante la banalità delle situazioni, sembra un poliziesco qualsiasi e persino accettabile sul piano del puro intrattenimento. Successivamente i difetti appaiono evidenti con una sceneggiatura che non presenta né capo né coda.

 

Molta azione, niente ironia, battutacce ad effetto, ossa spezzate scontri automobilistici, ossa che saltano, il tutto in vista dello showdown finale costruito intorno al solito duello in stile arti marziali tra Seagal e i cattivi di turno.

 

La regia è rumorosa e a nulla valgono gli effetti speciali. la sua unica trovata è l'accostamento tra musica e personaggi: ogni volta che il famoso cantante DMX, nel ruolo del trafficante di droga, fa il suo ingresso, parte un hip hop molto newyorchese  e black power.

 

 

 

 

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