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Con
l'aiuto del capitano Gray Edwards, cercheranno
di completare la loro missione, nonostante
l'intransigenza dei militari.
Il
film fatto "tutto al computer", senza
bisogno di ricorrere all'ingombrante realtà, è
arrivato. Il suo regista altri non è che
l'autore dell'omonimo dell'omonimo videogioco,
realizzato finora in 9 serie e venduto nel mondo
in milioni di esemplari. Lo
sviluppo dell'azione avviene esattamente secondo
le modalità del videogame che ogni ragazzino
dai sei anni in su conosce a menadito: bisogna
sfuggire all'inseguimento degli alieni, sparare
per abbatterli e superare livelli progressivi di
difficoltà man mano che il gioco va avanti.
E,
proprio come accade nei videogame più
conosciuti, occorre acquistare oggetti e
strumenti magici per procedere nell'impresa e
chi viene colpito perde "anime",
rappresentate con silhouettes di fantasmi.
E lo spettacolo è quello che ci
si può attendere da un
action-war-science-fiction movie (o
"game"), con tante esplosioni, armi
micidiali ed enormi, spari traccianti al laser,
visioni apocalittiche di ex-città semidistrutte
e abbandonate.
Il
tutto in una perenne luce livida che si
interrompe solo durante i sogni della
protagonista, che grazie ad essi - anche i sogni
ormai fanno parte della catena produttiva -
riesce a capire come affrontare il problema di
queste creature che come dei virus invadono gli
umani e gli portano via la vita, o l'anima. La
quale ha le sembianze di un doppio diafano ed
azzurrino del corpo, se la cosa può interessare
quei filosofi e teologi che l'hanno così a
lungo cercata.
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