|
Barbet
Schroeder si ispira a fatti di cronaca
realmente accaduti per confezionare un thriller
psicologico d'impianto classico, che si lascia
seguire, grazie ad una buona dose di tensione,
ma che non brilla certo per originalità.
Incrocio tra poliziesco e giallo per teenager,
ma senza il gusto per il sangue del genere, il
film è formalmente corretto, dal buon ritmo
(ottimo il montaggio di Lee Percy) e dalle
atmosfere sature (ricchi di suggestioni sono gli
scenari fotografati dal maestro Luciano Tovoli).
Pubblicizzato come un giallo, il film ha,
invece, il suo punto di forza quando il tema
principale è quello delle relazioni umane. Così,
accade che Formula per un delitto finisca
per essere credibile nel momento in cui si mette
in risalto il dissesto della società americana
formata da individui solitari che regolano i
rapporti con il prossimo attraverso la forza,
psicologica o materiale che sia. |