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Harry
scopre così che esistono due mondi: quello nel
quale ha vissuto fino ad oggi ed un altro fatto
di fantasia e magia, ed è in quest'ultimo che
vuole vivere.
Questo
Harry Potter e la pietra filosofale è il
film evento dell'anno tratto da un capolavoro
letterario che ha riportato per la prima volta i
ragazzini al piacere di divorare un libro. Il
film presenta momenti visivi di intensa magia
che non tradiscono la fantastica seduzione del
libro. La consegna della posta effettuata da una
flotta di civette che fluttua tra le navate di
Hogwarts, una pirotecnica partita di Quidditch (è
lo sport nazionale della stirpe dei maghi, in un
universo diviso tra chi crede che la magia sia
una panzani, i Babbani - cioè noi - e chi la
pratica come una scienza), il bel finale con una
partita a scacchi condotta con pedine animate
alte come un uomo e bardate come cavalieri del
santo sepolcro.
Tutto ciò che riguarda
scenografia, effetti ed ambientazioni non teme
di affrontare il giudizio di chi ha amato i
libri della Rowling. Se architetture, prodigi
visivi e costumi sono all'altezza della fantasia
della sua scrittura, non lo stesso si può dire
per gli interpreti. Daniel Radcliffe (Harry
Potter) è discreto, ma non eccezionale. Spesso
inespressivo, sicuramente sorride troppo.
Pessimo Rupert Grint (Ron Weasley), capace
soltanto di contorcersi in smorfie e autore di
battute cretine. La migliore è sicuramente Emma
Watson (Hermione Granger), capace di nascondere
la sua fragilità dietro una sicurezza
apparente, proprio come nel libro.
Diverso il
discorso per gli attori adulti. L'impressione
generale è che siano tutti interessati a
intascare l'assegno. Alcuni sono più
professionali di altri, ma in generale tutti
sembrano non credere in quello che fanno (e
soprattutto in quello che dicono). Nonostante la
psicologia dei personaggi venga trascurata e
alcune cose rimangono non spiegate, non si perde
occasione di nobilitare il merchandising,
citando a più non posso la Nimbus 2000, la
sfera degli incantesimi e le Gelatine
Tuttigusti+1.
Che sul fenomeno Harry Potter ci
fosse anche una grande operazione di mercato era
pacifico (e non ci troviamo nulla per cui
scandalizzarci), ma che il film stesso diventi
un enorme promo per vendere gadget è eccessivo.
Insomma, il film vale il biglietto: ma non
possiede la magia che meritava. |