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Ma due uomini, un riciclatore di
macchine rubate e un barista, ricondurranno le
truffatrici sulla retta via. O quasi. L'idea di
fondo per il regista era "come vivere senza
pagare mai", in termini sia di denaro e che
di emozioni. Dietro all'ironia della truffa,
il film racconta qualcosa in cui tutti si
possono riconoscere: il rapporto tra una madre e
una figlia, e il fatto che le mamme quando
invecchiano tendano a specchiarsi nel destino
delle giovani figlie e non vorrebbero mai
lasciarle andare.
Tra divertenti siparietti,
battute esilaranti e simpatici personaggi, il
film scivola via come l'olio. Sigourney Weaver e
Jennifer Love Hewitt sono perfette e
assolutamente credibili nei ruoli di madre e
figlia. Senza contare l'incredibile cast che le
accompagna. La sceneggiatura funziona,
dall'inizio alla fine, anche se le numerosissime
battute sul sesso e sul fumo, due storici tabù
americani, a lungo andare risultano eccessive.
Ci sono,
però, anche battute straordinarie, metafore
calzanti e costumi accattivanti. Alcune scene,
inoltre, sono un pò tirate via. Insomma un
continuo altalenare che, alla fine della
proiezione, lascia lo spettatore un pò
perplesso, sicuro di non aver buttato via i
soldi del biglietto, ma neanche del tutto
soddisfatto.
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