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Dolittle
dovrà farla accoppiare con Archie, l'unico altro orso
della stessa specie. Ma Archie è un orso di L'unica
speranza è Eva, un esemplare femmina di orso del
Pacifico Occidentale, specie in estinzione.città,
anzi, da palcoscenico.
Non
c'era molto da aspettarsi dal ritorno di Eddie Murphy
nei panni del Dottor Dolittle: il primo episodio,
oltre a non contenere che vaghissimi riferimenti
all'originale con Rex Harrison (tratto dai libri di
Hugh Lofting), trasformava la grazia antiquaria da
fantasia vittoriana della sua storia originale, in una
farsa inzeppata d'effetti speciali e pesanti
doppisensi sessuali, animazione al computer e
scurrilità.
Mentre
il Dottor Dolittle trattava gli animali come esseri
umani, il film trattava gli esseri umani in sala come
animali. Anche nel secondo, non mancano scurrilità e
allusioni da caserma ma almeno il soggetto è più
inventivo e spiritoso e il coro polifonico degli
animali diventa protagonista, mentre le avventure
famigliari di Eddie Murphy finiscono senza traumi in
sottofondo.
Se
il film è più simpatico e spigliato del primo, si
deve sicuramente alla regia che ha un occhio
sviluppato per la grafica e una certa sensibilità per
movimento e paesaggio. Ma molto si deve soprattutto al
lavoro dei doppiatori: Tonino Accolla, Leo Gullotta,
Luciana Littizzetto (che doppia addirittura due orsi:
uno maschio e uno femmina), Gianfranco Iannuzzo, Pino
Insegno, riempiono le immagini di croccanti caricature
dialettali. La vivacità delle loro voci di cui le
inquadrature sono gremite, rende Il Dottor Dolittle
2 una sorta di radiodramma con begli effetti
visivi.
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