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Il segno della libellula - Dragonfly

(di T. Shadyac con K. Costner e K. Bates)

 

 

Durante una missione umanitaria in Venezuela il dottor Emily Darrow muore. Il marito, Joe, anch'egli medico, non riesce a superare il dolore per la perdita e si chiude sempre più in se stesso. Ma l'incontro con alcuni pazienti di sua moglie lo convinceranno che lei sta cercando di mettersi in contatto con lui.

 

Sotto una struttura che si svolge nei meandri del soprannaturale e che dal thriller sfocia inopinatamente nell'avventuroso, si nasconde fondamentalmente un melò (l'amore "trascendentale" di un uomo per la donna perduta, che persistendo ne mette in crisi l'integrità professionale e psichica).

 

Il tentativo di approfondire tematiche così elevate viene frustrato da dialoghi spesso ripetitivi, dalla snervante ossessività del personaggio principale che una certa fissità di Kostner non aiuta a lenire, dall'inevitabile tentazione di cadere nel lacrimevole e nel compassionevole.

 

Alla fine, in luogo di un film che si proponeva come obiettivo di discutere i grandi interrogativi dell'uomo su quel che succede dopo la morte, ci ritroviamo a commentare un film luttuoso ed angoscioso di discutibile qualità. La cosa peggiore è che il film arriva a giustificare qualsiasi mezzo per giungere al contatto con la vita ultraterrena.

  

 

 

 

 

 

 

 

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