Il ricco avventuriero Paul
Kirby e sua moglie Amanda sono disposti a mettere mano
al libretto degli assegni pur di avere Grant con loro
nella spedizione. Grant nutre subito dei sospetti sul
vero scopo del viaggio, ma non fa in tempo a esternare
il suo dissenso che un'enorme creatura appare sulla
rotta dell'aeroplano facendolo schiantare in cima ad
una fitta giungla. Di nuovo su un'isola abitata da
dinosauri clonati geneticamente, Grant scopre le vere
ragioni dei Kirby: ritrovare Eric, il loro unico
figlio, scomparso sull'Isla Sorna.
Grazie a
dinosauri intelligenti in grado di sviluppare una
propria struttura sociale sulla base del linguaggio, Jurassic
Park III sarebbe potuto essere un'avventura nuova,
allarmante. Invece le premesse si smarriscono presto,
la tentazione di intimare l'ordine maestro, correre e
scappare!, è più forte di ogni altra ispirazione. Si
torna sull'isola per provare il brivido
dell'avventura, come in un parco a tema, come
all'origine volevano i mercenari che finanziarono il
Jurassic Park. E si finisce col doversi difendere da
dinosauri arrabbiatissimi, violenti e di specie sempre
più pericolose.
Gli effetti speciali sono sicuramente
il must di questo terzo episodio. E l'aggiunta di un
pizzico di violenza e di ironia aiuta a prenderli dal
verso giusto, come elementi di un popcorn movie, che
va visto nel suo contesto appropriato: una folla
urlante e partecipe, attenta al brivido e felice di
correre per le penombre dell'isola senza
preoccupazioni.