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Sottoposta
ad un'adeguata terapia, Crudelia sembra proprio
riabilitata al punto che il tribunale le concede
la libertà provvisoria sotto il controllo della
graziosa Chloe, agente di sorveglianza e
proprietaria di dalmati appartenenti alla
famiglia di Pongo e Peggy.
Crudelia
si associa con l'ingenuo Kevin che gestisce un
rifugio per cani randagi. Però le terapie «pavloviane»
hanno i loro limiti: gli istinti perversi,
infatti, riprendono il sopravvento sui
sentimenti animalisti indotti della sofisticata
signora. Cinque anni fa,
la scelta di trasformare il famoso cartoon La
carica dei 101 in un film con attori e cani
reali suscitò molte perplessità. Il tentativo
invece riuscì abbastanza bene, grazie alle
forze combinate di Glenn Close e degli effetti
speciali targati Industrial Light &
Magic.
Ora
ci tocca La carica dei 102, seguito
ufficiale dove l'attrice riprende la parte di
Crudelia ed è accompagnata da Gérard Depardieu,
spettinato stilista francese in costume sadomaso
leopardato.
Nel
cast, a parte i dalmati, l'unica conferma è
proprio Glenn Close, il personaggio più
simpatico del film: guarnita di stupende
acconciature e splendidi abiti, guarita
(temporaneamente) dalla sindrome anti-animalista,
Crudelia De Mon rinsavisce ben presto e ritorna
cattivissima.
Il
regista Kevin Lima accentua i tratti
caricaturali dei personaggi e il desiderio
crescente dei personaggi di Hollywood di
diventare cartoni animati trova grande
soddisfazione, fino a trasformare Crudelia in
una torta umana. Il film è singolare,
vivace e convenzionalmente piacevole e, proprio
nei personaggi non umani e stilizzati come
cartoon, lo spettatore finisce per
identificarci. |