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La maledizione dello scorpione di giada

(di S. Kay con S. Stallone e M. Richardson)

 

 

Negli anni '40, C. W. Briggs è un investigatore delle assicurazioni che vive e lavora a New York, convinto di essere il migliore, o almeno e quello che continua a raccontare alla neo assunta Betty Ann Fitzgerald. Briggs non perde occasione per vantarsi della sua capacità di scoprire qualunque imbroglio o tentativo di truffa ai danni delle assicurazioni entrando nella mente del presunto truffatore.

 

Questa volta però, grazie ai poteri ipnotici dello Scorpione di Giada, sarà la mente di un ladro ad insinuarsi in quella di Briggs causandogli non pochi problemi.

 

è arrivato Woody Allen e il suo immancabile film "veneziano". Anche quest'anno il piccolo grande regista newyorchese ci regala puntualmente la sua ultima pellicola, che stavolta è una sofisticata commedia giallo-rosa ambientata negli anni Quaranta. Questo omaggio al cinema giallo dell'epoca e al fumetto stile Dick Tracy è una delle sua operazioni migliori, grazie anche all'accuratissima ambientazione, alla solida trama e alle classiche battute alleniane (davvero tante e tutte azzeccate).

 

Un film intelligente, divertente e di classe. I dialoghi tipo "guerradeisessi", parafrasi comica di quelli con cui Bogart e Lauren Bacall si davano la replica nei vecchi film in bianco e nero, sono esilaranti; le citazioni cinefile, da Hawks a Hitchcock, sono gustose senza diventare mai invadenti; piacevole anche la ricostruzione degli anni 40, col giusto impasto di colore e i particolari che immergono il tutto in un'atmosfera rétro.

     

 

  

 

 

 

 

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