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Il
tempo passa e Maggie s'affeziona sempre di più
alla piccola. Ma sei anni dopo Jenna torna, con
un compagno misterioso Eric Stark (trattasi in
realtà del leader di una potentissima setta
satanica), e rapisce la bambina. La piccola Cody
ha poteri soprannaturali e una missione da
compiere: solo lei, dopo secoli e secoli, può
capovolgere le sorti della lotta tra Bene e
Male.
Assistiamo
a una messa in scena di routine e a una certa
improvvisazione degli interpreti, in primis di
Kim Basinger, che sembra giunta lì quasi per
caso. La mossa del diavolo
accidentalmente diverte: poca suspense,
meccanico e compiaciuto, rari momenti godibili,
scarsa ironia se non quella dispensata dagli
effetti speciali realizzati dallo stesso team
del film di Al di là dei sogni, con
risultati che hanno un sottile gusto morboso.
Nella
prima parte non succede nulla dal punto di vista
dell'orrore, o meglio, gli orrori si inseguono,
si sfiorano senza ancora incontrarsi, e tutto va
via via accelerando fino alla seconda parte
(origine dell'horror moderno) dove si collegano
i dettagli agghiaccianti accumulati nella prima
parte. Esseri demoniaci, morti inspiegabili,
riti ed esorcismi assortiti. L'atmosfera
vorrebbe essere inquietante, il tutto invece è
piuttosto prevedibile.
Il
film ha anche un altro problema, ossia viene
programmato fuori tempo massimo: appena qualche
mese fa abbiamo rivisto (e ha ancora trionfato) L'esorcista;
qualsiasi film su esorcismi e possessioni
rischia di sembrare un modesto B-movie o
comunque un fiacco riciclaggio delle atmosfere
della perizia narrativa e della tensione
costante del film di Friedklin. All'analisi dei
contenuti e delle forme, l'incertezza delle sue
soluzioni smaschera null'altro che uno sterile
pasticcio tecnologico gestito con superficiale
controllo dal regista Chuck Russel.
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