Home > Terzaet@ News > Svago & Divertimenti > Cinema & Programmi TV > Archivio: lettera L > La mossa del diavolo

 

 

La mossa del diavolo

(di C. Russell con K. Basinger e R. Sewell)

 

 

Satana? È tornato, per vincere. La vita ordinata e metodica dell'infermiera Maggie O'Connor viene stravolta dalla visita improvvisa, in una piovosa vigilia di Natale, della sorella minore Jenna, la quale le consegna una bambina di pochi anni di vita. 

 

Il tempo passa e Maggie s'affeziona sempre di più alla piccola. Ma sei anni dopo Jenna torna, con un compagno misterioso Eric Stark (trattasi in realtà del leader di una potentissima setta satanica), e rapisce la bambina. La piccola Cody ha poteri soprannaturali e una missione da compiere: solo lei, dopo secoli e secoli, può capovolgere le sorti della lotta tra Bene e Male.

 

Assistiamo a una messa in scena di routine e a una certa improvvisazione degli interpreti, in primis di Kim Basinger, che sembra giunta lì quasi per caso. La mossa del diavolo accidentalmente diverte: poca suspense, meccanico e compiaciuto, rari momenti godibili, scarsa ironia se non quella dispensata dagli effetti speciali realizzati dallo stesso team del film di Al di là dei sogni, con risultati che hanno un sottile gusto morboso.

 

Nella prima parte non succede nulla dal punto di vista dell'orrore, o meglio, gli orrori si inseguono, si sfiorano senza ancora incontrarsi, e tutto va via via accelerando fino alla seconda parte (origine dell'horror moderno) dove si collegano i dettagli agghiaccianti accumulati nella prima parte. Esseri demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti. L'atmosfera vorrebbe essere inquietante, il tutto invece è piuttosto prevedibile.

 

Il film ha anche un altro problema, ossia viene programmato fuori tempo massimo: appena qualche mese fa abbiamo rivisto (e ha ancora trionfato) L'esorcista; qualsiasi film su esorcismi e possessioni rischia di sembrare un modesto B-movie o comunque un fiacco riciclaggio delle atmosfere della perizia narrativa e della tensione costante del film di Friedklin. All'analisi dei contenuti e delle forme, l'incertezza delle sue soluzioni smaschera null'altro che uno sterile pasticcio tecnologico gestito con superficiale controllo dal regista Chuck Russel.

    

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati