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La mummia - Il ritorno

(di S. Sommers con B. Fraser e R. Weisz)

 

 

Londra, 1935. L'avventuriero Rick O'Connell e l'eroina libraia Evelyn sono convolati a giuste nozze. Hanno anche un bambino di otto anni: lo spericolato Alex. Sembra tutto tranquillo fino a che qualcuno non decide di resuscitare nuovamente il perfido sacerdote Imhotep per fargli sfidare il Re Scorpione, un antico guerriero i cui poteri furono espansi da un patto malefico con il dio Anubi.

 

Nessuno più di una mummia è abilitato a "tornare". E infatti ecco puntualmente La Mummia - il ritorno, sequel di una saga parodistica, avventurosa e brillante. Il film ripropone allo spettatore gli ingredienti del primo capitolo: avventure archeologiche alla Indiana Jones, ritmo indiavolato, umorismo (nuovamente alimentato dal personaggio di John Hannah), romanticismo, paura (ma non troppo) e grandi effetti speciali grazie alla computer graphic della Industrial, Light & Magic.

 

E proprio come il primo capitolo, anche questo sequel presenta pregi e difetti. Evidente ed innegabile è la professionalità dimostrata da Neil Courdbould, che sostituisce il fratello Chris alla supervisione degli effetti speciali, e di Nick Dudman, che si è occupato nuovamente del cattivo Imohtep in stato "mummiesco" e dei perfidi pigmei non-morti dell'oasi in cui è seppellito il Re Scorpione. Ma altrettanto chiara è la puerilità dell'operazione: avventure per bambini raccontate da uomini che fanno i bambini.

 

Gli effetti, che sono l'elemento nuovo rispetto all'estrema riconoscibilità di ambiente, intreccio, personaggi - cliché risaputi - sono tanti e tali da far girare la testa. Imponenti, clamorosi, da paura senza mai fare veramente paura se non forse a bambini molto piccoli. Lo sceneggiatore-regista ha l'onestà di presentare la sua versione hi-tech del mito della mummia come un pop-corn movie inoffensivo e fracassone in cui gli attori si muovono e reagiscono alle situazioni in modo paradossale. Un bel passatempo divertente!

     

 

 

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