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Nessuno
più di una mummia è abilitato a
"tornare". E infatti ecco puntualmente
La Mummia - il ritorno, sequel di una
saga parodistica, avventurosa e brillante. Il
film ripropone allo spettatore gli ingredienti
del primo capitolo: avventure archeologiche alla
Indiana Jones, ritmo indiavolato, umorismo
(nuovamente alimentato dal personaggio di John
Hannah), romanticismo, paura (ma non troppo) e
grandi effetti speciali grazie alla computer
graphic della Industrial, Light & Magic.
E
proprio come il primo capitolo, anche questo
sequel presenta pregi e difetti. Evidente ed
innegabile è la professionalità dimostrata da
Neil Courdbould, che sostituisce il fratello
Chris alla supervisione degli effetti speciali,
e di Nick Dudman, che si è occupato nuovamente
del cattivo Imohtep in stato "mummiesco"
e dei perfidi pigmei non-morti dell'oasi in cui
è seppellito il Re Scorpione. Ma altrettanto
chiara è la puerilità dell'operazione:
avventure per bambini raccontate da uomini che
fanno i bambini.
Gli
effetti, che sono l'elemento nuovo rispetto
all'estrema riconoscibilità di ambiente,
intreccio, personaggi - cliché risaputi - sono
tanti e tali da far girare la testa. Imponenti,
clamorosi, da paura senza mai fare veramente
paura se non forse a bambini molto piccoli. Lo
sceneggiatore-regista ha l'onestà di presentare
la sua versione hi-tech del mito della mummia
come un pop-corn movie inoffensivo e fracassone
in cui gli attori si muovono e reagiscono alle
situazioni in modo paradossale. Un bel
passatempo divertente!
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