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Diventare Primo Capo della squadra
dei palombari per il recupero di persone e oggetti
smarriti nell'oceano, è il suo desiderio più grande.
Ma sulla sua strada troverà molti nemici: il
superiore Leslie Sunday, i compagni di corso e il
razzismo imperante negli Stati Uniti degli anni '60.
Dopo Ti presento i miei, Flawless e 15
Minuti, Robert De Niro si ripresenta al pubblico
in Men of honor, epica ricostruzione di un
fatto vero accaduto tra gli anni Cinquanta e i
sessanta nella Marina militare americana. Diretto con
roboante ed irritante classicismo, il film non va per
il sottile, non si ferma di fronte a nessun tabù
retorico, non ha pudori di sorta, espone un eroismo un
pò meschino e sfiora la caricatura dell'antirazzismo.
Il
regista non lesina momenti epici, tra salvataggi in
extremis compiuti dall'eroico Carl e sfide verbali e
reali tra lo stesso Carl e il suo superiore. A ciò si
aggiunge la bella ambientazione e una splendida
fotografia, anche se non sfruttata al meglio per una
certa indecisione di fondo. Convincenti anche le prove
dei due protagonisti: Cuba Gooding intenso e
appassionato; Robert De Niro assolutamente magnifico
quanto divertente.
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