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Men of honor

(di G. Tillman con R. De Niro e C. Gooding j.)

  

 

Carl Brasher è un ragazzo di colore con la passione per le immersioni. La dura vita nei campi, con il padre sempre a rischio di perdere la terra, segna la sua adolescenza. Quando decide di andare in marina, è pronto a tutto, pur di non subire soprusi e realizzare i suoi sogni.

 

Diventare Primo Capo della squadra dei palombari per il recupero di persone e oggetti smarriti nell'oceano, è il suo desiderio più grande. Ma sulla sua strada troverà molti nemici: il superiore Leslie Sunday, i compagni di corso e il razzismo imperante negli Stati Uniti degli anni '60.

 

Dopo Ti presento i miei, Flawless e 15 Minuti, Robert De Niro si ripresenta al pubblico in Men of honor, epica ricostruzione di un fatto vero accaduto tra gli anni Cinquanta e i sessanta nella Marina militare americana. Diretto con roboante ed irritante classicismo, il film non va per il sottile, non si ferma di fronte a nessun tabù retorico, non ha pudori di sorta, espone un eroismo un pò meschino e sfiora la caricatura dell'antirazzismo.

 

Il regista non lesina momenti epici, tra salvataggi in extremis compiuti dall'eroico Carl e sfide verbali e reali tra lo stesso Carl e il suo superiore. A ciò si aggiunge la bella ambientazione e una splendida fotografia, anche se non sfruttata al meglio per una certa indecisione di fondo. Convincenti anche le prove dei due protagonisti: Cuba Gooding intenso e appassionato; Robert De Niro assolutamente magnifico quanto divertente.

 

 

 

 

 

 

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