Tratto
da un romanzo di Ramsey Campbell, Nameless è
da un lato un concentrato di situazioni e atmosfere già
ampiamente masticate dagli spettatori, dall'altro non
riesce mai ad affondare il coltello della suspence e
del terrore. Il film é un horror tedioso e legnoso,
con interpretazioni e una messinscena monocordi da
prime time televisivo.
Balaguerò
è un nome su cui si sta puntando molto, ma qui, nel
suo primo film, si limita a costruire un prodottino
lesso, che si trascina per un'ora senza che accada
praticamente nulla che non sia un'indagine strutturata
come in uno sceneggiato televisivo, secondo un
meccanismo banale e una progressione meccanica degli
eventi.
La
colpa è innanzitutto della sceneggiatura: poco
fluida, con qualche ghirigoro di troppo e
sorprendentemente mancante proprio nei momenti in cui
dovrebbe invece costituire la spina dorsale
dell'evoluzione drammatica (e drammaturgica) della
pellicola. I personaggi poi, anche questi tutti già
visti, sono spesso delle macchiette costruite a
tavolino e gli attori, in alcune circostanze, sembrano
non essere in parte.
A
salvare il film ci sono i momenti più videoclippati,
in cui al consueto tripudio di musica elettronica
ritmata e ossessiva fanno da contrappunto immagini
brevi, inquietanti, spesso realmente paurose. Non
basta però premere su quest'acceleratore perché alla
fine la soluzione del mistero sia convincente e la
suspence efficace.