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Nameless - Entità nascosta

(di J. Balaguerò con E. Vilarasau, K. Elejalde e T. Ulloa)

 

 

Dopo cinque anni dal rapimento e dalla presunta morte di Angela, la mamma della bimba si sta ricostruendo una vita, ma riceve un'inquietante telefonata dalla ragazza che le chiede di andarla a salvare. Insieme all'agente di polizia che anni prima aveva seguito il caso, la madre parte alla ricerca difficile e drammatica di Angela.

 

Tratto da un romanzo di Ramsey Campbell, Nameless è da un lato un concentrato di situazioni e atmosfere già ampiamente masticate dagli spettatori, dall'altro non riesce mai ad affondare il coltello della suspence e del terrore. Il film é un horror tedioso e legnoso, con interpretazioni e una messinscena monocordi da prime time televisivo.

 

Balaguerò è un nome su cui si sta puntando molto, ma qui, nel suo primo film, si limita a costruire un prodottino lesso, che si trascina per un'ora senza che accada praticamente nulla che non sia un'indagine strutturata come in uno sceneggiato televisivo, secondo un meccanismo banale e una progressione meccanica degli eventi.

 

La colpa è innanzitutto della sceneggiatura: poco fluida, con qualche ghirigoro di troppo e sorprendentemente mancante proprio nei momenti in cui dovrebbe invece costituire la spina dorsale dell'evoluzione drammatica (e drammaturgica) della pellicola. I personaggi poi, anche questi tutti già visti, sono spesso delle macchiette costruite a tavolino e gli attori, in alcune circostanze, sembrano non essere in parte.

 

A salvare il film ci sono i momenti più videoclippati, in cui al consueto tripudio di musica elettronica ritmata e ossessiva fanno da contrappunto immagini brevi, inquietanti, spesso realmente paurose. Non basta però premere su quest'acceleratore perché alla fine la soluzione del mistero sia convincente e la suspence efficace.

 

 

 

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