|
Strutturato
a capitoli con stimolante libertā, vissuto da
complici perfetti della regia, complesso e
semplice come la vita, Parla con lei di
Almodóvar č un capolavoro. Un film visto con
occhi grandi e con un grande cuore, per
raccontare ancora una storia di diversitā che
cerca di non dipendere da abitudini morali... o
moralistiche.
Un melodramma complesso,
fantasioso e fantastico come forse solo Almodóvar
avrebbe potuto realizzare. La sua bravura, la
sua umanitā, riescono a rendere due storie
impensabili del tutto naturali, a farne il
filtro di sentimenti intensi e commoventi, del
dolore quotidiano come della sperata felicitā.
Diversamente dai suoi primi film, il regista
mette in rappresentazione un mondo
sostanzialmente benevolo, senza veri cattivi,
con infermieri dediti al malato e
carceri-modello che ospitano non galeotti, ma
"internati". Il male č - per cosė
dire - ontologico, perché la malattia, la
morte, la solitudine appartengono alla vita
umana e gli unici antidoti possibili sono
l'amore, la solidarietā e l'amicizia.
Il
regista non dimentica come si dirigono gli
attori; sembra quasi contagiarli, traendo da un
cast di volti semisconosciuti un potere di
convinzione che molte star nemmeno si sognano.
Javier Cāmara, volto della tv spagnola inedito
in Italia, in particolare, č destinato a
sopravvivere a lungo nella memoria degli
spettatori per la sua lunare diversitā.
|