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Quasi famosi

(di C. Crowe con B. Crudup, K. Hudson e F. McDormand)

 

  

Usa 1973. Ascoltati famelicamente i dischi rock lasciati dalla sorella fuggitiva, il quindicenne William Miller sogna di diventare un giornalista musicale. Dopo aver mandato alcuni articoli alla rivista Rolling Stone, riceve dalla prestigiosa testata il compito di seguire e scrivere il diario della tourneè degli Stillwater, un emergente gruppo rock.

 

Entrato di fatto nel grande circo del rock'n'roll, Wlliam dovrà vedersela con alcune esperienze di vita che lo segneranno per sempre. Cameron Crowe, un interessante regista, realizza un film dinamico e frizzante, mai categorico e dispersivo, sempre premuroso con i suoi personaggi e la sua epoca, costantemente scosso da un'energia trascinante e, al tempo stesso, ben controllata.

 

Il regista si diverte a mescolare gli ingredienti del racconto d'epoca, tra febbre del rock e colori pop, e il fascino dell'avventura del road movie riuscendo a cogliere le contraddizioni e lo spirito dei tempi, la collisione tra idealismo e consumismo, tra gioia di vivere e autodistruttività, radicalismo e conformismo.

 

Il film è tutto mixato su una puntuale colonna sonara che raccoglie le canzoni più belle dell'epoca considerata e aiuta il montaggio che, veloce tesse le scene, attribuendo compattezza alle sequenze. Non è, però, un film musicale né un film sulla musica ma  la rievocazione nostalgica di uno stile di vita e di un modo di essere.

  

  

 

 

 

 

 

 

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