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Entrato di fatto nel
grande circo del rock'n'roll, Wlliam dovrà
vedersela con alcune esperienze di vita che lo
segneranno per sempre. Cameron Crowe, un
interessante regista, realizza un film dinamico
e frizzante, mai categorico e dispersivo, sempre
premuroso con i suoi personaggi e la sua epoca,
costantemente scosso da un'energia trascinante
e, al tempo stesso, ben controllata.
Il regista
si diverte a mescolare gli ingredienti del
racconto d'epoca, tra febbre del rock e colori
pop, e il fascino dell'avventura del road movie
riuscendo a cogliere le contraddizioni e lo
spirito dei tempi, la collisione tra idealismo e
consumismo, tra gioia di vivere e
autodistruttività, radicalismo e conformismo.
Il film è tutto mixato su una puntuale colonna
sonara che raccoglie le canzoni più belle
dell'epoca considerata e aiuta il montaggio che,
veloce tesse le scene, attribuendo compattezza
alle sequenze. Non è, però, un film musicale né
un film sulla musica ma la rievocazione
nostalgica di uno stile di vita e di un modo di
essere.
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