|
La
trattativa verrà affidata all'esperto di
"Rapimenti e riscatti", Terry Thorne,
il quale si interesserà al caso anche dopo che
la sua agenzia, in seguito alla scoperta che la
polizza di Peter non è sufficiente a coprire il
riscatto, gli ha ufficialmente comunicato di
sospendere il lavoro. Nel frattempo Thorne e
Alice scoprono di essere attratti l'uno
dall'altra.
Il
titolo italiano, Rapimento e riscatto,
semplifica e descrive banalmente il tema del
film che in originale si intitola Proof of
life (più o meno Prova di esistenza in
vita), frase caratteristica dei casi di
sequestro ma che allude anche alla condizione
dei personaggi. Il lavoro di Hackford, regista
neo-classico americano in grado di combinare
grande intrattenimento e impegno politico, è più
che buono.
Il
regista ha saputo miscelare il melodramma con il
thriller, le scene d'azione con le scene di
dialogo, le sequenze girate in esterni con i
dialoghi interni, la storia di popoli e nazioni
e la storia di tre individui. Il film cattura ed
appassiona, soprattutto grazie alla solidità
della sceneggiatura e ad una regia esperta e
senza sbavature.
Meg
Ryan non risparmia lagne e smorfiette e ronza
attorno, addolorata ma maliarda, a Russell Crowe,
interprete di una buona prova anche se il suo
Thorne è un personaggio troppo
"medio" per consentirgli di far
esplodere la sua energia espressiva.
Bruttissimo,
infatti, il pressapochismo drammaturgico che
permette a Thorne di accettare il caso di Bowman
indipendentemente dal volere dei suoi superiori,
passando in pochi secondi dalla fedeltà alla
linea all'individualismo tipico dell'eroe.
Immenso invece David Morse che si impone come
uno dei migliori attori del momento. |