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Resident Evil

(di G. Costantino con L. Littizzetto e G. Barra)

 

 

Nell'Alveare, il laboratorio gestito dall'Umbrella Corporation, si diffonde un pericoloso virus. La regina rossa, il sistema operativo che controlla il centro di ricerca, ha sigillato l'intera struttura per evitare la diffusione del contagio. Alice e compagni hanno il compito di risolvere il problema. 

 

Gli scienziati e i medici colpiti dal virus sono diventati dei pericolosi zombi che desiderano nutrirsi di essere viventi. Se in tre ore la missione non sarà compiuta il virus raggiungerà l'intero pianeta.

 

Dopo dieci anni di assenza gli zombi tornano al cinema con Resident Evil di Paul W.S. Anderson, horror claustrofobico tratto dall'omonimo videogioco per playstation. Meno politico dei film di Romero e decisamente meno truculento di quelli del compianto Lucio Fulci, Resident Evil vuole spaventare piuttosto che inorridire. Le ambientazioni tedesche, i costumi e le scenografie conferiscono alla pellicola un aspetto freddo, asettico e industriale.

 

Energico, violento, caratterizzato da atmosfere da b-movie che ispirano simpatia, Resident Evil si propone come uno dei film tratti da videogiochi maggiormente riusciti. Fedele nel più piccolo dei dettagli al gioco cui ispira, adattissimo ai fan della saga così come ai cultori di un certo tipo di fantascienza, il filml si discosta dalle catastrofi cui il genere ci ha abituato (da Mortal Kombat a Supermario Bros) e offre un'alternativa horror e senza troppe pretese alle evoluzioni griffate della bella Lara Croft/Angelina Jolie.

 

 

 

 

 

 

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