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Gli
scienziati e i medici colpiti dal virus sono
diventati dei pericolosi zombi che desiderano
nutrirsi di essere viventi. Se in tre ore la
missione non sarà compiuta il virus raggiungerà
l'intero pianeta.
Dopo
dieci anni di assenza gli zombi tornano al
cinema con Resident Evil di Paul W.S.
Anderson, horror claustrofobico tratto
dall'omonimo videogioco per playstation. Meno
politico dei film di Romero e decisamente meno
truculento di quelli del compianto Lucio Fulci, Resident
Evil vuole spaventare piuttosto che
inorridire. Le ambientazioni tedesche, i costumi
e le scenografie conferiscono alla pellicola un
aspetto freddo, asettico e industriale.
Energico,
violento, caratterizzato da atmosfere da b-movie
che ispirano simpatia, Resident Evil si propone
come uno dei film tratti da videogiochi
maggiormente riusciti. Fedele nel più piccolo
dei dettagli al gioco cui ispira, adattissimo ai
fan della saga così come ai cultori di un certo
tipo di fantascienza, il filml si discosta dalle
catastrofi cui il genere ci ha abituato (da
Mortal Kombat a Supermario Bros) e offre
un'alternativa horror e senza troppe pretese
alle evoluzioni griffate della bella Lara Croft/Angelina
Jolie. |