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Unbreakable - Il predestinato

(di M. Night Shyamalan con B. Willis e S. L. Jackson)

 

 

Il film è la storia di un uomo che scopre di essere l'unico superstite, per giunta illeso, di un incidente ferroviario nel quale sono morti tutti gli altri 131 passeggeri. Il fatto di per sé miracoloso cambia la sua vita: David Dunn inizia a porsi delle domande alle quali non sa rispondere.

 

Interroga la moglie, le persone con cui lavora e nessuno sembra ricordare un'influenza, un raffreddore, una qualsiasi malattia. Ad aumentare la confusione interviene un altro uomo, Elijah Price, che all'opposto è da sempre malato. Lo chiamano Mr. Glass per la fragilità con cui le sue ossa si spezzano ed è un collezionista di fumetti. L'uomo spiega a David che si è salvato perché non è come gli altri. Ed è vero: non solo David è forzuto come Superman ma vede e sente cose che gli altri non vedono. Tristezze e miserie dell'animo umano. E anche David come Superman ha un tallone d'Achille.

 

Dopo lo straordinario successo di Sesto Senso, il primo film del giovane regista indiano, M. Night Shyamalan tenta il raddoppio con un altro thriller paranormale. Scritto durante la postproduzione del precedente, Unbreakable - Il predestinato ha con esso parecchie analogie: non nel soggetto ma nel clima, nella costruzione di personaggi e situazioni in vista di una sorpresa finale. 

 

Nel film la strategia non punta sui botti e sugli effetti speciali, bensì sulla psicologia dei personaggi. Anzi, il regista mette in luce il realismo dei dettagli quotidiani, la vita di tutti i giorni, i problemi matrimoniali e la malinconia dell'eroe. Fondamentalmente, il suo intento è quello di spiazzarci meglio: perché, nel frattempo, fa crescere la storia tenendo in pugno la nostra attenzione senza rivelarci il segreto che è al centro del film. 

 

L'eccesso di aspettativa nel colpo di scena, però, rende il finale un pó deludente: proprio nella risposta alla domanda, non tanto sorprendente. Però il ritmo è sostenuto, la direzione efficace, il montaggio puntuale e la recitazione adeguata. Sia quella di Jackson, che carica il suo personaggio di sfumature sgradevoli; sia quella di Willis che, lasciati nel guardaroba il sorriso ironico e i muscoli, rende credibile la sofferenza del predestinato.

  

 

 

 

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