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Chimaira

(di Valerio M. Manfredi - Mondadori 2001)

  

 

è notte, ma al Museo di Volterra il giovane archeologo Fabrizio Castellani è ancora immerso nel suo lavoro: ha scoperto che la famosa statua etrusca «L'ombra della sera», che ritrae un fanciullo, nasconde al suo interno una misteriosa anomalia e non vede l'ora di appurare di cosa si tratti e svelare le ragioni di questo enigma.

 

Quand'ecco che una telefonata lo interrompe: una voce femminile gli ingiunge perentoria di abbandonare la sua ricerca, e subito dopo un ululato terrificante lacera il silenzio in cui è immersa la città. Il corpo di un uomo sbranato da una misteriosa belva di dimensioni inimmaginabili viene trovato l'indomani nei pressi di una tomba etrusca di inestimabile valore, sinora sconosciuta, e a questa morte atroce ben presto se ne aggiungono altre, che gettano Volterra nel terrore. 

 

Le vittime risultano tutte coinvolte nella profanazione della tomba, in cui Fabrizio, incaricato dello scavo, rinviene i resti del più agghiacciante rituale della religione etrusca, il «Phersu». Cosa nasconde dunque l'enigmatica statua? Qual è la ragione di un'ira sanguinaria che pare avere origini lontanissime? Quale tragedia si cela dietro l'iscrizione che pare fare riferimento ad una oscura maledizione? Riuscirà Fabrizio a scardinare questi segreti? 

 

Ancora una volta Massimo Valerio Manfredi ci coinvolge in una storia dal ritmo incalzante, piena di colpi di scena. La storia di un odio implacabile, di una sfida micidiale, di una passione bruciante capace di varcare la distesa dei secoli.

    

 

 

 

 

 

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