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Il
giornalista emiliano, con tono pacato e nel contempo attento
e sensibile, intervista undici famosi scrittori e descrive
altrettanti Paesi che affascinano per la loro singolarità.
In un dialogo sincero e conciso Wilbur Smith parla del
Sudafrica dei tempi del colonialismo ed esalta i valori
della tolleranza in una terra dove lo spettacolo della
natura molto spesso è offuscato dall'odio e dalla violenza;
John Le Carré ricorda l'Europa della guerra fredda e i
tempi in cui era agente segreto di sua Maestà in una
Berlino divisa da quel Muro che solo il crollo del comunismo
avrebbe fatto cadere; Jostein Gaarder illustra i valori
eterni della filosofia e difende i princìpi dell'ecologia
minacciati da un progresso incontrollato; Gunter Grass
racconta la riunificazione tedesca e gli squilibri da essa
determinati; Luis Sepùlveda narra il dramma dell'esilio, il
mondo magico e sperduto della Terra del Fuoco e le storie di
uomini che hanno sacrificato la propria vita in nome della
libertà; Michael Crichton denuncia i rischi che tutta
l'umanità corre di fronte ad una scienza che non si pone
limiti precisi; Aleksandra Marinina descrive alcune delle
sue esperienze di funzionario di polizia dell'ex Unione
Sovietica e le contraddizioni del difficile cambiamento
russo; Jean d'Onnesson discorre di storia, di politica, di
Dio e del generale De Gaulle; Kenzaburo Oe rievoca
l'olocausto nucleare e la sua vita con un figlio portatore
di handicap; Umberto Eco rappresenta l'Italia con i suoi
mille vizi e virtù.
L'ultima appendice infine è dedicata
alla Spagna e a Federico Garcia Lorca, il grande poeta
assassinato. |