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E il commissario non indaga tanto sulla
colpa quanto sulla nostra umanità. Anche se è una
mattina di pioggia e non ha ancora degustato il caffè
ed è di pessimo umore; o se a mezzanotte, sfinito
dalla stanchezza, guida verso la sua casa di Marinella
assaporando un'ora di solitudine sulla veranda in riva
al mare; o se sul tavolo alla trattoria San Calogero
gli hanno appena servito un piatto cucinato «come Dio
comanda».
Così, da un impercettibile dettaglio nella
"normalità", hanno inizio o trovano
soluzione le nuove storie e il commissario si imbatte
nei criminali e nei crimini più strani: vecchie
coppie di attori che recitano, nel silenzio della
stanza da letto, tristi copioni; incolpevoli padri di
mafiosi trasformati in inesorabili giustizieri; mogli
astutamente fedeli che tramano violente vendette ai
danni dei loro superbi mariti; scrupolosi raccoglitori
di immondizia che celano il segreto di traffici di
droga; contadini selvaggi e violenti possessori di
cellulari che finisco per tradirli; giudici in ritiro
angustiati dal pensiero di non aver agito secondo
verità e giustizia.
Nel seguire il commissario tra
Vigàta, Roma, Genova e New York, lo scrittore si
trova costretto ad affrontare un incisivo e
sentenzioso colloquio telefonico con il suo
personaggio. Il linguaggio del loro dialogo è un
impasto di italiano e siciliano che li accomuna e che
ha contribuito a farne il caso letterario più
rilevante degli ultimi anni. Dopo poche battute,
l'incidente si trasforma in un episodio divertente
alle spalle di... (non togliamo gusto alla lettura!).
Lasceremo il commissario Montalbano a Capodanno, in
preda ad una «gran botta di malinconia» dopo
l'ennesima lite con Livia, la sua eterna fidanzata
genovese, che per punirlo del suo carattere difficile
e bisbetico si è recata a Viareggio con alcuni
colleghi di lavoro. Unico lampo di luce in quella
penosa giornata, gli arancini della comare Adelina,
una «celestiale bontà». Il nostro commissario farà
il possibile, escogitando scorciatoie nella soluzione
di una rapina, per non mancare a quella festa. La
stessa festa che è per noi leggere ogni sua pagina! |