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Gli arancini di Montalbano

(di Andrea Camilleri - Mondadori 1999)

 

 

«Quando Montalbano incornava su una cosa, non c'erano santi». Lo scrittore che da diversi anni racconta le storie del commissario di Vigàta, immaginarie e vere come la provincia siciliana in cui sono ambientate, lo sa bene. Un gesto non controllato, una parola fuori luogo, un dettaglio incongruo sono sufficienti per avviare la macchina delle sue indagini. 

 

E il commissario non indaga tanto sulla colpa quanto sulla nostra umanità. Anche se è una mattina di pioggia e non ha ancora degustato il caffè ed è di pessimo umore; o se a mezzanotte, sfinito dalla stanchezza, guida verso la sua casa di Marinella assaporando un'ora di solitudine sulla veranda in riva al mare; o se sul tavolo alla trattoria San Calogero gli hanno appena servito un piatto cucinato «come Dio comanda». 

 

Così, da un impercettibile dettaglio nella "normalità", hanno inizio o trovano soluzione le nuove storie e il commissario si imbatte nei criminali e nei crimini più strani: vecchie coppie di attori che recitano, nel silenzio della stanza da letto, tristi copioni; incolpevoli padri di mafiosi trasformati in inesorabili giustizieri; mogli astutamente fedeli che tramano violente vendette ai danni dei loro superbi mariti; scrupolosi raccoglitori di immondizia che celano il segreto di traffici di droga; contadini selvaggi e violenti possessori di cellulari che finisco per tradirli; giudici in ritiro angustiati dal pensiero di non aver agito secondo verità e giustizia. 

 

Nel seguire il commissario tra Vigàta, Roma, Genova e New York, lo scrittore si trova costretto ad affrontare un incisivo e sentenzioso colloquio telefonico con il suo personaggio. Il linguaggio del loro dialogo è un impasto di italiano e siciliano che li accomuna e che ha contribuito a farne il caso letterario più rilevante degli ultimi anni. Dopo poche battute, l'incidente si trasforma in un episodio divertente alle spalle di... (non togliamo gusto alla lettura!). 

 

Lasceremo il commissario Montalbano a Capodanno, in preda ad una «gran botta di malinconia» dopo l'ennesima lite con Livia, la sua eterna fidanzata genovese, che per punirlo del suo carattere difficile e bisbetico si è recata a Viareggio con alcuni colleghi di lavoro. Unico lampo di luce in quella penosa giornata, gli arancini della comare Adelina, una «celestiale bontà». Il nostro commissario farà il possibile, escogitando scorciatoie nella soluzione di una rapina, per non mancare a quella festa. La stessa festa che è per noi leggere ogni sua pagina!

 

 

 

 

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