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H/H

(di Banana Yoshimoto - Feltrinelli 2001)

 

 

Due lunghi racconti – Hard-boiled e Hard-luck – che trattano della morte, tema ormai caro a Banana, mostrando i diversi modi con cui la si può affrontare e mettendo a fuoco il contrasto tra la sofferenza della perdita, la tentazione di sprofondare nel dolore e un’inarrestabile voglia di rinascita.

 

Hard-boiled si svolge nello spazio di una notte, ma è un tempo onirico, dilatato dai ricordi e ritmato da una fitta scansione di eventi, sogni, apparizioni, presagi. Dopo una gita solitaria, una giovane donna giunge in un paese e decide di pernottare in un albergo. Verso sera un’atmosfera inquietante s’impadronisce di lei facendole rivivere momenti significativi del suo passato: la storia d’amore con una donna, Chizuru, terminata malamente; l’ultima telefonata, in cui l’amante l’incoraggia e la sfida a vivere una vita decisa, spericolata, senza rimpianti; la morte di Chizuru in un incendio.

 

Caduta finalmente addormentata, sogna Chizuru ma, improvvisamente, qualcuno bussa alla porta e le chiede di entrare. Più tardi scopre che la visitatrice notturna è il fantasma di una donna che qualche anno prima si era suicidata proprio in quell’albergo. Dopo essersi ripresa da questo strano evento, riesce a riaddormentarsi e a sognare Chizuru, congedandosi serenamente da lei.

 

In Hard-luck la giovane protagonista si reca tutti i giorni in ospedale a trovare la sorella Kuni, in coma dopo essere stata colpita da un’emorragia cerebrale. Qui incontra Sakai, maestro di tai chi. Dopo un’iniziale diffidenza, i due si innamorano. Nel frattempo le condizioni di Kuni precipitano e quando la morte arriva, nonostante sia in qualche modo liberatoria, il dolore della sorella esplode in tutta la sua forza. Il giorno dei funerali la ragazza e Sakai riescono a esprimere fino in fondo i loro sentimenti e a darsi un appuntamento per un vago futuro, forse in Italia, lontano dall’ombra della morte.

 

Banana Yoshimoto riesce a compendiare col giusto equilibrio tragedia e volontà di vivere, descrivendo, con voce leggera, la difficile prova di sopravvivere a una persona amata e dando due possibili letture per un'esperienza di questo genere. Nel primo caso solo con l'immaginazione, col sogno, con l'estraniamento si può arrivare a una pacificazione interiore, nel secondo, invece, non è sufficiente l'elaborazione onirica, ma deve essere l'esperienza di vita reale a guidare verso una catarsi interiore definitiva.

  

 

 

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