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La casa dipinta

(di John Grisham - Mondadori 2000)

  

 

«E avrei colto cotone, strappando le capsule soffici dalle piante senza fermarmi, senza il coraggio di allungare lo sguardo nel filare e ricordare quanto era interminabile, senza il coraggio di rallentare, perché qualcuno se ne sarebbe potuto accorgere. Mi sarei scorticato le dita, mi sarei bruciato il collo, mi sarei distrutto la schiena».

 

Eccolo, il cruccio di Luke Chandler, un bambino di sette anni che, come un fulmine, entra nella nostra vita e ci racconta un'America contadina di sofferenze e di incanti - le piantagioni, i braccianti, i tramonti dell'Arkansas nel 1952. Ma quella che da lontano appare come una scena agreste si rivela essere, da vicino, un luogo di mille tensioni.

 

Ne La casa dipinta l'autore di celebri legal-thriller tenta l'autobiografia romanzata. Il libro è, infatti, l'opera prima di una nuova stagione letteraria: un romanzo suggestivo e coinvolgente che si riallaccia con successo alla grande tradizione del romanzo americano autobiografico e del romanzo di formazione. è il racconto di un sofferto itinerario dall'innocenza alla consapevolezza della realtà, che conferma l'abilità narrativa di Grisham anche al di fuori dell'ambito in cui siamo soliti apprezzarla.

 

Il libro è decisamente ben scritto, scorrevole, con una fraseggiatura veloce, scandita da proposizioni brevi ma efficaci. John Grisham si conferma abile assemblatore di storie, ma sfortunatamente non riesce a staccarsi troppo dallo stile del romanzo di genere. Il racconto è infatti spesso superficiale, ripetitivo, e la focalizzazione interna costringe ad una narrazione sincronica troppo densa. Luke Chandler, pur essendo soltanto un bambino di sette anni, ha una visione troppo riflessiva, in cui eccessivo è il peso dell’elaborazione estetica.

 

I personaggi del romanzo sono privi di spessore, figure troppo visibili che sembrano più adatte ad una rappresentazione pittorica che a una narrativa. John Grisham in definitiva sembra risentire ancora troppo dei difetti del best-selling style, sebbene questa escursione autobiografica non abbia nulla da invidiare alle sue storie più famose.

 

 

 

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