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Ray
si reca all'appuntamento e trova il vecchio padre
morto sul divano. Mentre aspetta il fratello nella
vecchia casa di famiglia per decidere cosa fare,
scopre nello studio del padre un mucchio di scatole
zeppe di dollari. Da dove vengono questi soldi? E chi
è al corrente di questa considerevole fortuna?
Come
spesso avviene nei romanzi di John Grisham si
focalizza, quindi, una trama plutocratica, incentrata
su una quasi ossessiva presenza della ricchezza;
agognata, temuta, rispettata, invidiata. Il
manicheismo di John Grisham si delimita sul valore
etico del denaro, su un feticismo goffo ed
un’ostentazione grottesca, assunti come icone di una
società spietata e pencolante.
La
convocazione non regge perché è un thriller che
somiglia troppo ad una fiaba, ma soprattutto perché
ha il sapore di quei cibi precotti che promettono
nausea sotto splendide confezioni. I
personaggi e le loro azioni appaiono asettici, senza
anima e sangue. Non si riesce nemmeno ad
immaginarseli: sono alti, bassi, grassi, belli o
brutti? La loro non appare come vera sofferenza,
assomigliano ad attori che recitano con professionalità
un copione ben scritto ma non sentono gli odori, non
guardano le donne con vero interesse, non sono nemmeno
sufficientemente buoni o cattivi. |