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Chi si sente più
tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla
figlia la data di morte della nipotina appena nata,
rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia
che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta
profezia?
In
questo suo nuovo libro, Banana Yoshimoto disegna, con
la consueta abilità, i paesaggi emotivi legati a uno
degli aspetti più enigmatici della vita: il
tradimento. Le brevi storie riunite nel volume hanno
infatti per protagoniste sette giovani donne
giapponesi, tutte partecipi o spettatrici di un
tradimento. C'è la ragazza che ha una relazione con
un uomo sposato e la moglie dell'uomo, che,
consapevole del tradimento, denuncia alla rivale la
morte del marito-amante con una telefonata.
Ci sono la
madre e la figlia irrimediabilmente divise da una
nefasta profezia sulla morte della nipotina appena
nata; c'è la donna che, scopertasi incinta, non esita
a seguire in Sud America il marito che si è messo con
una brasiliana. Seguono poi altre storie e altre
giovani donne che testimoniano come il tradimento
rappresenti un passaggio integrante dell'esistenza e
soprattutto un’occasione speciale per riflettere
sulla propria identità.
Anche in questo libro Banana
Yoshimoto vuole raccontare le persone più che i
fatti: la sua narrazione si concentra sulla
descrizione dei personaggi e sui loro sentimenti,
lasciando sullo sfondo gli avvenimenti. La sottile
analisi dei caratteri, l'introspezione psicologica e
la pacata meditazione sulla realtà quotidiana
prevalgono sull'esigenza di trovare risposte e
spiegazioni dei fatti della vita. Anche
l'ambientazione contribuisce ad accrescere il clima
intimista dei racconti.
Le sette storie si svolgono a
migliaia di chilometri dall'ipertecnologico e
modernissimo Giappone, negli affascinanti paesaggi
dell'America latina: luoghi magici, che spesso
prorompono sulla scena da veri protagonisti, con il
loro bagaglio di storia, passione, tragedia e vitalità.
Un esempio per tutti il racconto ambientato a Buenos
Aires durante la manifestazione delle "madri con
i foulard bianchi", che offre un'accorata
riflessione sulle nefandezze della dittatura e sulla
profondità del dolore di una mamma.
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