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Finché
una sera si accorge di un fenomeno inatteso: in quella
stanza il tempo non passa. La cosa è strana ma, a
pensarci bene, non è almeno altrettanto strano quello
che accade nel mondo a noi familiare, e cioè che il
tempo passi?
Se,
tutti insieme, i libri di De Crescenzo possono essere
considerati un "dialogo filosofico"
ramificato e ininterrotto, che ha luogo quasi sempre
all'aperto, in Tale e quale gli interlocutori
sono solo due - il protagonista e il suo Alter Ego - e
la loro lunga conversazione si conclude, nelle ultime
pagine, con una sorta di "viaggio agli
inferi", nel ventre di una Napoli underground.
Siamo
davanti a un dialogo dell'autore con se stesso, che è
anche un viaggio tra le ombre; ed è straordinario
come neanche in questa discesa, o "catabasi"
come dicevano i greci, De Crescenzo smarrisca la sua
grazia aerea, l'affabilità e quel sorridente amore
per la vita che l'ha fatto amare, negli anni, da un
così gran numero di lettori.
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