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A caccia dell'ultimo uomo selvaggio

(di Angela Vallvey - Feltrinelli 2001)

  

 

Candela vive in una famiglia di nove donne, dalla quale cerca di emanciparsi. Trova un lavoro in un negozio di pompe funebri, dove un giorno le viene affidato il compito di vestire il patriarca di una famiglia gitana. Preparando le spoglie, Candela trova mezzo chilo di diamanti nascosti nel bastone dell'uomo e, poiché nessuno sembra essere al corrente della loro esistenza, decide di tenerli per sé. 

 

Oltre alla ricchezza, la morte del gitano le offre l'occasione di conoscere il personaggio che ispira il titolo del romanzo: l'ultimo uomo selvaggio, la pura essenza della mascolinità, quel tipo di esemplare che la nuova cultura urbana sembra aver negato al desiderio di molte donne avide di emozioni forti.

 

Un romanzo al femminile, scritto con semplicità, che inizia descrivendo i dialoghi fra sorelle e la vita quotidiana di una famiglia composta dove privacy e solitudine sono una conquista. 

 

L'originalità della narrazione sta nella capacità dell'autrice di mescolare i vari aspetti della storia: la scoperta dei diamanti, la passione per Amado, la ricerca delle proprie radici, il rapporto intenso con la famiglia, in particolare la sorella Gádor, la zia Mary e la nonna, figure forti sia in negativo che in positivo.

  

 

 

  

 

 

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