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A spasso con Anselm

(di Giuseppe Culicchia - Garzanti 2001)

 

 

Nato dalla fantasia di uno dei giovani narratori italiani di maggior successo, Anselm è un simpatico formichiere brasiliano, filosofo e poliglotta, che ha un modo tutto suo, ingenuo e disincantato, di vivere e guardare il complicato mondo che lo circonda. 

 

Sta rinchiuso da dieci anni in un appartamento del centro che divide con il suo ospite e creatore Culicchia, quando un bel giorno, a dispetto di un'endemica timidezza e dei timori dovuti alla sua singolare natura e al suo buffo aspetto, decide di cominciare ad uscire dalla sua gabbia dorata per esplorare il mondo che al di fuori pulsa e si affanna.

 

L'impatto con la realtà sarà travolgente: lo schivo formichiere vivrà un mare di nuove esperienze, sogni, aspirazioni, sentimenti che lo condurranno a scelte, decisioni, prese di posizione, trasformazioni e cambiamenti importanti. Attraverso le peripezie del suo insolito amico, Giuseppe Culicchia getta uno sguardo fresco e stupefatto sulla realtà.

 

Timido e goffo, sensibile e di buon cuore, ingenuo ma determinato, così legato alle sue piccole e rassicuranti abitudini, con la sua golosità, la sua pigrizia, tutti i suoi vizi, virtù e passioni grandi e piccole, l'amore per la musica, il ballo, i viaggi e le lingue, Anselm appare infatti una riuscitissima metafora di un'umanità variegata, disorientata e imprevedibile in cui ognuno può riconoscere una parte di se stesso.

 

Ma non è tanto la metafora sottesa alla narrazione che diverte, quanto le avventure in sé, la tenerezza del personaggio, la sua dolcezza e simpatia, la capacità di assorbire tutte le sollecitazioni (pubblicità, mode, costume) a cui i ragazzi sono sottoposti e di interpretarle a modo suo.

 

 

 

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