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Sta
rinchiuso da dieci anni in un appartamento del centro che divide
con il suo ospite e creatore Culicchia, quando un bel giorno, a
dispetto di un'endemica timidezza e dei timori dovuti alla sua
singolare natura e al suo buffo aspetto, decide di cominciare ad
uscire dalla sua gabbia dorata per esplorare il mondo che al di
fuori pulsa e si affanna.
L'impatto
con la realtà sarà travolgente: lo schivo formichiere vivrà
un mare di nuove esperienze, sogni, aspirazioni, sentimenti che
lo condurranno a scelte, decisioni, prese di posizione,
trasformazioni e cambiamenti importanti. Attraverso le peripezie
del suo insolito amico, Giuseppe Culicchia getta uno sguardo
fresco e stupefatto sulla realtà.
Timido
e goffo, sensibile e di buon cuore, ingenuo ma determinato, così
legato alle sue piccole e rassicuranti abitudini, con la sua
golosità, la sua pigrizia, tutti i suoi vizi, virtù e passioni
grandi e piccole, l'amore per la musica, il ballo, i viaggi e le
lingue, Anselm appare infatti una riuscitissima metafora di
un'umanità variegata, disorientata e imprevedibile in cui
ognuno può riconoscere una parte di se stesso.
Ma
non è tanto la metafora sottesa alla narrazione che diverte,
quanto le avventure in sé, la tenerezza del personaggio, la sua
dolcezza e simpatia, la capacità di assorbire tutte le
sollecitazioni (pubblicità, mode, costume) a cui i ragazzi sono
sottoposti e di interpretarle a modo suo.
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