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Il risultato è un
romanzo breve in cui gli episodi di vita quotidiana sono
raccontati con semplicità e linearità. Con gli occhi di una
adolescente romana, Rosetta Loy racconta quei giorni in Valle
d'Aosta, tra le montagne di una delle più suggestive vallate:
la Val d'Ayas, ai piedi del Monte Rosa.
Alcuni adolescenti si
ritrovano nella stessa condizione di rifugiati, altri sono nati
e cresciuti nella valle. Ognuno porta con sé felicità e pene,
perché la prima giovinezza in tempo di guerra non può essere
totalmente spensierata. La Rosetta di Brusson vive le prime
sofferenze d'amore, suggestionata dal fascino torinese di un
ragazzo, Augusto, senza un braccio che non sembra interessarsi a
lei se non come amica.
Intorno a Rosetta si svolgono i piccoli
fatti di tutti i giovani, spesso riuniti ai lati del campo da
tennis, unico luogo di ritrovo mentre le note della Paloma si
diffondono dal grammofono a manovella e galleggiano malinconiche
nell'aria. Sono Giorgio, Milly, Pietro detto il Pirro, Ettore
(proprietario del disco Paloma), Marcella, Marilù, Paola, la
sorella Etta... un gruppo di adolescenti che deve confrontarsi
con un evento, la guerra, che li trova impreparati. I più
fortunati potranno rimanere nascosti tra le montagne, lontani
dai bombardamenti e quindi dalla morte. Altri torneranno in città,
perché la guerra sembra non finire e lo sfollamento non può
durare in eterno.
L'autrice
affida il suo racconto a una memoria che "gioca strani
tiri", a quel rievocare che con i volti, i gesti, le
parole, le scelte morali dei singoli intesse la trama di una
storia da sempre di tutti e di ognuno.
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