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Amore mio infinito

(di Aldo Nove - Einaudi 2000)

 

 

I lettori delle precedenti opere di Aldo Nove sono rimasti sorpresi ed incuriositi. Si aspettavano un romanzo forte e severo e, invece, l'autore parla d'amore.

Nove dà molte definizioni dell'amore, un sentimento intenso che si prova fin da bambini, ed elenca una serie di situazioni in cui l'amore si può esprimere con sincerità, naturalezza e dolcezza.

 

Matteo, la voce narrante, vuole raccontare "quattro cose" importanti al riguardo e lo fa realizzando un romanzo della memoria  e dell'esperienza in cui molti si riconosceranno. I suoi ricordi sono spesso legati a prodotti commerciali: i giocattoli, i gelati in voga, i film del momento, le automobili, etc.

 

Nella prima parte, Prima cosa. La bambina, 1982, il Matteo bambino racconta che l'amore è «quando vedi una bambina e ti viene voglia di fare la marionetta per farla ridere, oppure se sei in chiesa e lei si gira e ti batte il cuore come se hai corso un'ora e mezza e il prete può anche mettersi a dire bestemmie sull'altare e non te ne accorgi». 

 

Ma l'amore non rimane così per sempre: l'adolescenza  sconvolge tutti i sentimenti, travolge la personalità infantile in una spirale avvolte dolorosa in cui si scopre che anche questo sentimento, che sembra eterno quando lo si vive, in realtà all'improvviso "scade".

 

La storia prosegue fino alla maturità di Matteo, Terza cosa. Primo bacio, 1987, e nel contempo scorrono le vicende politiche, sociali, culturali che hanno interessato l'Italia in quegli anni, in particolare Milano.

 

Cambiano le mode, i luoghi  in cui trovarsi, il linguaggio, e cambia anche l'amore, il modo di intenderlo, di viverlo e di raccontarlo. In Quarta cosa. Piazza Cordusio, 1999, i Burghy sono stati sostituiti dai McDonald's: anche lì si può trovare l'amore. 

 

  

 

 

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