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Amuleto

(di Roberto Bolano - Mondadori 2001)

 

 

La madre dei poeti e la voce impetuosa di Auxilio Lacouture narra e, nel contempo, indaga un crimine atroce, che sarà svelato solo nelle ultime pagine di un romanzo duro e poetico, febbrile e intransigente. La protagonista è una donna di metta età che dall'Uruguay si è trasferita in Messico e vive i suoi giorni avendo a disposizione pochi soldi e molta poesia. 

 

Trascorre le notti a conversare con giovani poeti, mette a disposizione le sue giornate per accudire quelli più affermati e frequenta l'Università di Città del Messico nei cui corridoi i letterati del tempo discutono e si confrontano. E proprio nei bagni femminili della facoltà di Lettere e Filosofia, Auxilio Lacouture si nasconde al momento dell'irruzione della polizia nel settembre del 1968. 

 

Resterà reclusa lì per diversi giorni durante i quali, spiando dalle finestrelle, comprende la pericolosità della  situazione e inizia un viaggio interiore che le consentirà di ripercorrere la propria vita, le varie correnti poetiche del tempo, le storie di giovani che alla letteratura hanno unito l'azione politica, il significato dello scrivere, i dialoghi con uomini e donne legati tra loro e a lei dal senso di ribellione che in America Latina ha acceso e distrutto speranze. 

 

Nel racconto della sua memoria sfilano così la poetessa Lilian Serpas, che fece l'amore con il Che, il suo sfortunato figlio, i poeti spagnoli Leon Felipe e Pedro Garfias presso i quali Auxilio lavorò come domestica volontaria, la pittrice catalana Remedios Varo e il suo esercito di gatti, il re degli omosessuali del quartiere Guerrero e il suo regno basato sul terrore. 

 

I singoli episodi del romanzo vengono via via a comporre un disegno simbolico che trova il proprio culmine nella rivisitazione finale delle vicende di Oreste ed Erigone, dove la favola mitica di amore e vendetta viene espressamente messa al servizio della vicenda di amore e morte che è al centro del testo.

 

Questo romanzo appare così difforme dalla produzione latinoamericana più nota, perché rifugge dal colore e dall'elemento onirico consolatorio, e sceglie una strada dura e senza concessioni per colpire il lettore. Prevalgono sogno, fantasia e simbolo, ma tutto attraversato dalla razionalità e animato dal dibattito incessante su poesia, letteratura e il ruolo dell'intellettuale davanti alla realtà. 

 

Non si tratta di metaletteratura, è invece l'urgenza di chi vive nel grigiore della quotidiana disperazione che la Storia ha prodotto e che crede ancora in una funzione della letteratura non unicamente consolatoria.

 

 

 

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