In Italia non ha avuto
per ora enorme risonanza, forse perché il tema
trattato (cioè il carattere
"rivoluzionario", le potenzialità
trasformatrici della lettura) non è del tutto
familiare e condiviso: gli italiani non sono un popolo
di forti lettori, questo è risaputo.
La storia di
questo libro, infatti, racconta di come la lettura,
grazie alla segreta malia di una misteriosa,
preziosissima valigia di libri occidentali proibiti,
riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di
essere figli di "sporchi borghesi", a
svariate torture e permette anche a uno di loro di
conquistare la "Piccola Sarta cinese".
Così
pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione i
due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù
di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un
mondo fatto di pura e avventurosa bellezza.
Attraversando, nel frattempo, loro stessi
rocambolesche avventure.
Dai Sijie riesce a costruire
una storia leggera, mai angosciante, collocandola in
un contesto storicamente drammatico. Ma non è la
denuncia storico politica lo scopo del libro (e in
questo sta la sua originalità) quanto un omaggio alla
parola letteraria e al potere dei grandi romanzi.
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