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Balzac e la Piccola Sarta cinese

(di Dai Sijie - Adelphi 2001)

 

 

Questo romanzo ha rappresentato in Francia un vero caso editoriale: l'autore era sconosciuto, cinese, e la vicenda ambientata nel periodo della Rivoluzione Culturale, eppure Balzac e la Piccola Sarta cinese svettò in cima alle classifiche di vendita, venne discusso e recensito da tutti i quotidiani, ma soprattutto incantò i lettori.

 

In Italia non ha avuto per ora enorme risonanza, forse perché il tema trattato (cioè il carattere "rivoluzionario", le potenzialità trasformatrici della lettura) non è del tutto familiare e condiviso: gli italiani non sono un popolo di forti lettori, questo è risaputo.

 

La storia di questo libro, infatti, racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di "sporchi borghesi", a svariate torture e permette anche a uno di loro di conquistare la "Piccola Sarta cinese".

 

Così pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura e avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, loro stessi rocambolesche avventure.

 

Dai Sijie riesce a costruire una storia leggera, mai angosciante, collocandola in un contesto storicamente drammatico. Ma non è la denuncia storico politica lo scopo del libro (e in questo sta la sua originalità) quanto un omaggio alla parola letteraria e al potere dei grandi romanzi.

 

 

 

 

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